Fabiola Fiorucci nuovo Presidente del CAI Umbria

Avvocato di 45 anni, Socia della Sezione di Città di Castello, Istruttore di arrampicata libera e volontaria del Soccorso Alpino e Speleologico umbro, la Fiorucci è la prima donna presidente nella storia del Gruppo regionale.

Fabiola Fiorucci

26 marzo 2018 - Ho 45 anni, svolgo la professione di avvocato e frequento la montagna da circa 20 anni; vivendo in una zona prevalentemente collinare ho iniziato dall'escursionismo e mi sono avvicinata al CAI mossa dalla passione di conoscere e frequentare l'ambiente montano. In breve tempo la mia Sezione ha notato in me il grande entusiasmo che da sempre mi contraddistingue e il desiderio di far crescere la nostra realtà tifernate.

Sono stata quindi coinvolta sia a livello "burocratico", entrando a far parte del Direttivo della Sezione di Città di Castello, fino ad assumere il ruolo di Presidente di Sezione per due mandati; contemporaneamente sono entrata  a far parte dell'organico della Scuola Intersezionale di Alpinismo, Scialpinismo, Arrampicata Libera G. Vagniluca, con la qualifica di Istruttore di arrampicata libera. Da ultimo, in seguito agli eventi sismici che hanno purtroppo devastato la parte più bella dell'Italia Centrale, mossa dal desiderio di poter offrire un mio contributo al volontariato umbro, sono entrata a far parte della grande famiglia del Soccorso Alpino e Speleologico dell'Umbria.

La mia recente nomina a Presidente del Gruppo Regionale Umbria credo, anche se non spetta a me dirlo, sia il risultato del contributo che, a 360 gradi, ho saputo offrire al CAI nel corso degli ultimi anni, con una visione aperta su ogni aspetto del Sodalizio.
Il CAI Umbro, sotto la Presidenza di Paolo Vandone, ha lavorato bene ottenendo un meritato riconoscimento sia a livello degli organi istituzionali (mi riferisco al catasto regionale sentieri elaborato dal CAI) che a livello di CAI Centrale. E' pertanto senz'altro mia intenzione calcare le orme di Paolo e lavorare anzitutto all'importate Progetto "Ripartire dai Sentieri" fortemente voluto dal CAI Centrale quale importante strumento per far rinascere le zone sismiche.

Altro mio progetto è quello di far crescere, in maniera responsabile e con la dovuta competenza, l'Alpinismo Giovanile in Umbria, volano per il futuro del Club Alpino Italiano e di creare una Scuola Regionale di Escursionismo che, con il valido contributo di tutte le Sezioni Umbre, possa lavorare sulla didattica e formazione dei titolati, obiettivo quest'ultimo che mi sta particolarmente a cuore.

Mi chiedi quale valore aggiunto possa dare una donna alla guida di un Gruppo Regionale...ti rispondo con una frase di Kipling che mi ha colpito: "l'intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo".
Essere donna significa abbracciare la realtà superando i limiti dei dogmi e delle appartenenze, relazionarsi direttamente all'essenziale e risolvere i problemi in maniera creativa.

"Le donne creano soluzione innovative per far fronte ai cambiamenti in condizioni fisiche e politiche difficili. In tante zone montane costituiscono ben il 50 percento della popolazione" (convegno Celebration Mountain Women).
In proposito voglio citare tre Donne che negli anni trenta hanno affrontato l'Alpinismo ciascuna con una propria specificità e mi riferisco al coraggio e alla sfida lanciata da Mary Varale, alla forza della passione di Ninì Pietrasanta e all'entusiasmo unito alla lotta contro i pregiudizi morali di Antonia Pozzi.
Nelle differenti vie intraprese unico comune denominatore è stato il prodigarsi  senza risparmio, amministrare con esuberanza nell'ambito di una visione olistica della realtà.

Fabiola Fiorucci
Presidente CAI Umbria

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