Fase2: ritorno a Bossea

Una piccola rappresentanza del team di lavoro si è recata nella Grotta di Bossea per verificare lo stato della strumentazione. Si potrà osservare l’andamento delle variabili finora studiate in un contesto di totale assenza di movimentazione umana.

Foto Nicolò Fiore

18 maggio 2020 - Riprende l’attività di reperimento dati al Laboratorio Carsologico di Bossea. Venerdì 8 maggio un’esigua rappresentanza del team di lavoro si è recata, su autorizzazione del presidente della SO di Bossea, nel comune di Frabosa per verificare lo stato della strumentazione e delle condizioni generali della Grotta di Bossea.

Strana l’atmosfera di questa avventura. Il muoversi all’interno della cavità e del laboratorio con mascherine e nel rispetto delle distanze sociali non è semplice né usuale per gli speleologi. Ma un incentivo a proseguire negli studi è dato anche dal sapere di essere stati testimoni di un “unicum” per questa grotta. Unicum in tempi umani, non certo geologici.

Il “lockdown” di inizio 2020, ha permesso di osservare l’andamento delle variabili finora studiate in un contesto di totale assenza di movimentazione umana. Dati che potranno essere poi raffrontati con le relative serie storiche (patrimonio del laboratorio e frutto degli sforzi di numerevoli appassionati e ricercatori che vi hanno lavorato negli anni) nella speranza di individuare un nuovo filone di progettazione e sicuramente un’occasione di rinnovo e rifocalizzazione degli obiettivi.
Qui si vede la comunanza fra speleologi e ricercatori… basta una scintilla di ignoto per immaginare nuovi orizzonti e riaccendere gli animi all’esplorazione.

Serena Colombo

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