Festival dello Sviluppo Sostenibile 2020 di Asvis: il CAI invita le proprie strutture a partecipare

Commissioni, Gr e Sezioni possono organizzare (tra la fine di maggio e l’inizio di giugno) iniziative su clima, ambiente, turismo dolce e sostenibile, dissesto idrogeologico e biodiversità, che possono coinvolgere anche parchi e scuole.

17 febbraio 2020 - “Anche quest'anno si svolgerà il Festival dello Sviluppo Sostenibile di Asvis (Alleanza per lo Sviluppo Sostenibile) di cui il CAI fa parte, con altre 230 Associazioni, Enti e Fondazioni. Si tratta di un festival che si snoda su tutto il territorio italiano in più giorni, tra fine maggio e inizio giugno, attraverso eventi attinenti le finalità del CAI oltre che di Asvis, finalizzati a promuovere gli obiettivi dell'agenda 2030 ONU per lo sviluppo sostenibile. L'impatto mediatico delle scorse edizioni è stato notevole e la partecipazione molto alta, a dimostrazione che si tratta di temi profondamente sentiti dalla popolazione e dai volontari delle associazioni promotrici”.

Inizia così la lettera del Vicepresidente generale del Club alpino italiano Erminio Quartiani, che invita tutte le strutture del Sodalizio a partecipare al Festival dello Sviluppo Sostenibile Asvis 2020, inserendo nella piattaforma dedicata iniziative dedicate a questi temi, sia organizzate ad hoc, sia già eventualmente programmate.

Possono essere inserite iniziative su clima, ambiente, turismo dolce e sostenibile, dissesto idrogeologico e difesa della biodiversità, iniziative con i parchi e le aree protette, iniziative di educazione ambientale rivolte a giovani e scuole ecc.

Continua la lettera: “Il CAI darà vita a due eventi centralmente: sui Villaggi degli Alpinisti e sul Sentiero Italia CAI. Tuttavia, invitiamo anche i Presidenti di GR e Sezioni a inserire nella piattaforma del Festival Asvis altre iniziative, segnalandole come previsto dalle modalità di partecipazione indicate da Asvis (festivalsvilupposostenibile.it) e, per conoscenza, informando la Sede Centrale inviando mail a Roberto Gandolfi dell'ufficio ambiente (r.gandolfi@cai.it)”.

Red

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