Giornata mondiale delle zone umide per le Alpi Apuane

Le cave dismesse hanno dato vita a specchi d'acqua pullulanti di vita da tutelare. La Commissione TAM del CAI Massa domani accompagna alla cava inattiva Puntello-Bore, dopo l'incontro di oggi in città.

La locandina della due giorni

2 febbraio 2019 - Il 2 febbraio è stato scelto per celebrare le Zone Umide così da porre attenzione ad aree importanti, suggestive, ricche di biodiversità floristica e faunistica, ma anche ecosistemi particolarmente fragili e sensibili al cambiamento climatico, all’inquinamento, ai pesticidi, e, più in generale, all’impatto antropico. Con la Convenzione di Rasmar, città iraniana, proprio il 2 febbraio 1971 è stata riconosciuta l'importanza internazionale delle zone umide che sono caratterizzate dalla presenza contemporanea di terreno e acqua, che originano importanti habitat degli uccelli acquatici.

Nel 1976 anche l'Italia ha aderito alla Convenzione di Rasmar. La Convenzione indica  che si tratta di “paludi, acquitrini, torbiere e specchi d’acqua naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, incluse quelle fasce marine costiere la cui profondità, in condizioni di bassa marea, non superi i 6 m”. La vita  delle zone umide non è semplice, infatti in gran parte sono scomparse come le paludi di acqua dolce bonificate ricavando nuovi terreni. Nel passato c'era poi il problema della malaria e delle problematiche condizioni igienico sanitarie che presentavano per l'uomo.

Il tema della Giornata Mondiale delle Zone Umide di quest’anno è: “Non siamo impotenti contro il cambiamento climatico – Fermiamo il prosciugamento delle Zone Umide". E' chiaro l'appello all’Accordo di Parigi sul clima per includere conservazione e ripristino delle zone umide nelle politiche nazionali sui cambiamenti climatici.

Per la loro ricchezza di flora e fauna le zone umide svolgono funzioni naturali specifiche e consentono attività sostenibili come la pesca, l'allevamento e il turismo naturalistico e culturale, con la degustazione del pescato. Tra le funzioni ecosistemiche c'è quella di contenere gli effetti delle alluvioni riuscendo a immagazzinare acqua che viene rilasciata gradualmente, inoltre concorrono a ridurre l'inquinamento. In montagna le aree umide sono  piccoli laghi o torbiere che modellano il paesaggio e lo impreziosiscono per flora e fauna tipiche.

L'acqua è fonte di vita e così accade che sulle Alpi Apuane alle zone umide di origine naturale se ne affiancano altre che si sono originate nel corso degli ultimi decenni in ambienti degradati come le cave dismesse e così la Commissione Tam del Cai di Massa ci accompagnerà, domenica 3 febbraio, fino alla cava inattiva Puntello-Bore, al cui interno si è formato uno specchio d’acqua che nel corso della primavera e dell’estate ospita una quantità considerevole di forme di vita. Il giorno prima, oggi, nel pomeriggio, l'incontro celebrativo è presso la Coworkeria in Via Bastione a Massa per presentare le “Zone umide delle Alpi Apuane: quelle note da sempre e quelle di recente formazione e scoperta”. La partecipazione alla conferenza è aperta a tutti gli interessati e inoltre vale come aggiornamento formativo per le guide del Parco delle Alpi Apuane.

La Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano del Cai in riunione sabato a Milano, sostiene la giornata proposta per le Alpi Apuane, ribadisce l'importanza delle zone umide e la necessità di tutela per la loro conservazione. A maggior ragione il territorio montano delle Alpi Apuane, singolare ed unico ma così segnato e irrimediabilmente consumato dalla diffusa presenze di cave.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM del Cai

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