Gli anni spezzati dell'alpino Battisti e del pensatore Motti: due appuntamenti a Mestre con "Filmontagna 2018"

Ultimi due appuntamenti per la rassegna del CAI Mestre: domani sarà proiettato “Il tempo di una stagione” di Simone Cunego e Emanuele Zanfretta, mentre il 6 dicembre Itaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti” di Natale Fabio Mancari e Tiziano Gaia.

"Il tempo di una stagione"

3 dicembre 2018 - Ultimi due appuntamenti a Mestre con la rassegna cinematografica“FilMontagna 2018”: domani sera al centro culturale Candiani (in piazzale Candiani, alle 21, ingresso libero fino a esaurimento dei posti) viene presentato il film “Il tempo di una stagione”, opera prima di Simone Cunego e Emanuele Zanfretta.

La vicenda - quantomai attuale nel Centenario della Grande Guerra - ricostruisce la scelta di un giovane volontario dell’epoca, Federico Gaetano Battisti.
Rivivono le emozioni, le paure, la spinta ideale di un giovane dell’epoca che da una piccola comunità, Tregnago (nella comunità montana della Lessinia e della Val d’Illasi), decide di arruolarsi nel corpo degli Alpini. Figura emblematica per il suo paese d’origine (che oggi vanta poco meno di 5000 abitanti), che a lui ha intitolato la scuola primaria.

La rassegna del CAI mestrino, aperta quest’anno dalla pellicola colombiana “Senorita Maria, la falda de la montana” di Ruben Mendoza (proiezione in collaborazione con il Trento Film Festival 365) e proseguita con “La montagna di Ilio” di Michele Coppari e Francesca Zannoni (grazie all’ausilio della Cineteca CAI), proseguirà poi con il quarto appuntamento, giovedì 6 dicembre.

Si tratta di un film biografico, “Itaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti”, girato da Natale Fabio Mancari e Tiziano Gaia e dedicato alla figura controversa e affascinante di Gian Piero Motti, scrittore e filosofo scomparso nel 1983 a soli 37 anni. Motti è considerato l'ideatore del movimento “Nuovo Mattino”, gruppo di contrasto con una visione eroica dell’alpinismo.
Per una certa generazione di arrampicatori, la figura di Motti è fortemente simbolica, come i Kerouac, i Dean, tanto da essere definito – anche per le origini piemontesi – il Pavese della montagna. 
Il film di Mancari e Gaia è una ricerca, indagando sulla vita di Motti, che si definiva un Umanista della montagna.

Anche questo film sarà proiettato ]alle 21 nella sala Candiani, con ingresso libero fino a esaurimento dei posti a disposizione.

Red

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