"Gran Sasso e scienza": a L'Aquila la presentazione del nuovo volume di Stefano Ardito

Dedicato alle quattro eccellenze scientifiche che operano sulla montagna, è composto da 240 pagine su carta patinata stampate a 4 colori, sia in italiano che in inglese. Presentazione il 17 luglio 2017 al Gran Sasso Science Institute.

14 luglio 2017 -  Lunedì 17 luglio alle ore 18, presso il GSSI Gran Sasso Science Institute dell’Aquila, viale Crispi 7, verrà presentato ufficialmente il volume "Gran Sasso e Scienza" del giornalista Stefano Ardito, pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni. All'incontro, moderato dalla giornalista Angela Ciano, prenderanno parte insieme all’Autore, il Rettore del GSSI prof. Eugenio Coccia, il Direttore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso prof. Stefano Ragazzi, il Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Teramo prof. Roberto Buonanno, il Responsabile della Stazione Osservativa di Campo Imperatore dott. Andrea Di Paola.

Il volume bilingue (Italiano-Inglese), in elegante veste grafico-editoriale (240 pagine su carta patinata di pregio stampate a 4 colori, copertina rigida), si propone di raccontare con linguaggio chiaro e accessibile, ma con assoluto rigore scientifico, il passato e il presente della ricerca scientifica che si compie sul Gran Sasso d’Italia, attraverso le sue tappe più importanti.

Il massiccio del Gran Sasso d’Italia, che si alza nel cuore dell’Appennino e dell’Abruzzo, è uno straordinario monumento di natura, dal 1995 Parco Nazionale. Ma è anche un importante luogo della scienza italiana e mondiale. E' una storia che inizia nel 1794, con la salita alla Vetta Orientale del Corno Grande da parte del giovane gentiluomo teramano Orazio Dèlfico, e che prosegue alla fine del secolo XIX quando un altro teramano, Vincenzo Cerulli, fonda alle porte della città l’Osservatorio Astronomico di Collurania. Nel 1948 nasce un altro Osservatorio Astronomico, quello di Campo Imperatore, alle dipendenze dell’Osservatorio Astronomico di Roma, questa volta in piena montagna, lontano dai centri abitati. Negli stessi anni, con i primi rilievi ai piedi delle vette del Corno Grande, iniziano a operare sul massiccio anche i glaciologi che studiano il Ghiacciaio del Calderone, l’unico dell’Appennino e il più meridionale d’Europa.

Geologi, botanici e zoologi studiano regolarmente e con continuità la montagna da secoli. Alla metà degli anni Ottanta, negli enormi ambienti artificiali scavati accanto al Traforo della A24 Roma-L’Aquila-Teramo, nascono gli straordinari Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, vera eccellenza della ricerca scientifica internazionale. Nel 2013, nel centro dell’Aquila, inizia la sua attività il Gran Sasso Science Institute, scuola internazionale di dottorato, che nel 2016, dopo tre anni di sperimentazione come centro di studi avanzati dell'INFN, viene promosso dal Miur a Istituto Universitario autonomo.

Il volume, riccamente illustrato, è quindi dedicato a queste quattro eccellenze scientifiche che operano sul Gran Sasso: i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN, il Gran Sasso Science Institute, l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore e l’Osservatorio Astronomico di Teramo.

Comunicato Ricerche e Redazioni

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