Guida Monti: Civetta, un'opera monumentale

E' in distribuzione la penultima guida della storica collana CAI-TCI

La copertina della nuova guida

Dopo ottant’anni sta per concludersi la grande avventura della Guida dei monti d’Italia. Attesissimo, sta per uscire “Civetta” di Ivo Rabanser, penultimo titolo della serie. La ciliegina sul budino dovrà invece metterla Teresio Valsesia che sta limando le bozze della preziosa “guida grigia” dedicata alle Alpi Biellesi e Valsesiane, ultimo volume della collana iniziata nel 1932 ed edita congiuntamente dal Club Alpino Italiano e dal Touring Club Italiano. Questa guida conclusiva si affianca a quella del Monte Rosa prendendo in esame la parte meridionale del settore che non è stata compresa nella guida di Gino Buscaini. Delle valli biellesi si occupa Alessandro Castello, di quelle valsesiane Elio Protto, per l’Anzasca, la valle Strona e il Cusio lo stesso Valsesia. La collana rappresenta come noto il più completo e metodico repertorio di conoscenza del territorio d'alta montagna d'Italia.

GLI AUTORI. Coordinati da Roberto De Martin, gli autori di "Civetta" sono, oltre a Ivo Rabanser per la parte escursionistica, alpinistica e scialpinistica, Giorgio Fontanive per le note geologiche e la storia alpinistica, Cesare Lasen per la vegetazione e Giuseppe Tormen per la fauna. L'introduzione è del presidente generale Umberto Martini affiancato dal presidente del Touring Club Franco Iseppi. Il volume è in vendita a 34,90 euro (24,43 euro per i soci solo presso le sezioni del CAI).

LA PRESENTAZIONE. "Questa guida, tanto attesa e che ora abbiamo l'onore di presentare", scrivono il presidente generale del CAI Umberto Martini e il presidente del Touring club Franco Iseppi nella presentazione, "costituisce un compendio culturale aggiornato di tutto quanto nell'ambito della scienza e della storia legate alla frequentazione di queste montagne è stato prodotto e lasciato come testimonianza di attività disinteressate ma ricche di contenuti interiori, etici ed estetici e di potenzialità in termini di alternative sociali alla domanda di impiego e di fruizione del tempo libero nell'ambiente naturale. E' una proposta che si inquadfra perfettamente negli scopi statutari delle due associazioni che vedono in questo volume riconfermate le motivazioni della loro collaborazione editoriale. Ciò è merito soprattutto della competenza degli autori, coordinati da Roberto De Martin". 

L’INTERVISTA A RABANSER. “Penso che il magnifico gruppo della Civetta, caratterizzato nel lato nord-ovest da una grandiosa parete verticale con un dislivello di più di 1000 metri e una lunghezza di circa quattro chilometri, tra la cima Su Alto e la Torre Coldai, si presti come terreno ideale per un alpinismo di ricerca”, spiega Ivo Rabanser, fertile autore di libri sulle Dolomiti e guida alpina gardenese. “Riprova ne è l'attività di altissimo livello tecnico - tra difficilissime prime ascensioni e salite invernali - realizzata negli ultimi anni da parte di arrampicatori di gran classe”.

Si può immaginare che la Civetta ti abbia severamente impegnato nei dieci anni trascorsi dalla tua precedente guida dedicata al Sassolungo. Ricordi qualche passaggio chiave in questa tua nuova fatica?

“Per la stesura di questo volume ho avuto meno tempo a disposizione rispetto alla guida del Sassolungo. D’altra parte per la Civetta esisteva già una buona base di partenza, con alcune pubblicazioni, e inoltre ho potuto avvalermi del prezioso aiuto di valenti alpinisti locali”.

Come alpinista, che rapporto hai con la Civetta?

“La Civetta non esce dai miei abituali orizzonti. Al contrario, la frequento da tanti anni - decenni ormai - tant'è che la prima uscita nel gruppo fu nell'estate del '86 - quindi non avevo ancora compiuto sedici anni - per salire la via Cassin alla Torre Trieste. Negli anni seguenti sono spesso tornato, per lo più per conoscere quelle salite che ne hanno segnato la storia. Una settimana di formazione per il corso guide l’abbiamo poi trascorsa al Rifugio Vazzoler, che non a caso Livanos definiva il posto più bello delle Dolomiti”.

Quale può essere l’elogio più ambito per questa tua nuova fatica?

“Quello di essere riuscito a stimolare, attraverso una trattazione di tutti i percorsi d'arrampicata conosciuti, tipica delle guide CAI-TCI, la frequentazione di itinerari meno noti uscendo di conseguenza dai circuiti consueti”.

E quale la critica più temuta?

“A differenza di una pubblicazione di arrampicate scelte, nelle quali l'autore ripete normalmente di persona le salite presentate, per le guide monografiche come lo sono i volumi della Guida Monti, non potendo l'autore ripetere di persona gli innumerevoli itinerari di un gruppo montuoso così vasto, sono inevitabili involontarie inesattezze e imprecisioni, che però potranno essere corrette e integrate in future edizioni”.

 

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