I doni della montagna

Dopo l'ondata di maltempo di fine ottobre 2018, in tanti hanno voluto offrire un contributo al CAI Belluno per il ripristino dei sentieri. Dagli abituali frequentatori agli alunni di un liceo di Olbia.

La donazione dei “Raseti dee Guaive”

11 febbraio 2019 - Chi ama la montagna e la frequenta riceve molti doni: tra questi il più prezioso è la generosità. Lo dimostrano gli ultimi eventi.
La ormai celebre tempesta Vaia ha devastato quelle montagne che molti, non abitanti delle valli, amano esplorare ricevendone serenità, gioia e benessere. La furia delle intemperie ha tolto a tutti un paesaggio a cui siamo legati oltre ad averlo reso in molte delle sue parti impraticabile.

In coloro che amano le cime dolomitiche è nato spontaneo il desiderio di “fare qualcosa”. Capito che non è pensabile intervenire autonomamente, molti hanno compreso che ci sono diversi modi per aiutare coloro che per tradizione gestiscono quei sentieri che rendono accessibili le Dolomiti. Sono nate così spontanee raccolte di fondi.

La sezione CAI di Belluno è stata prediletta da vari donatori.
Il Gruppo Micologico “G. Bresadola” di Belluno, formatosi in un tempo lontano, il 1970, è un attento frequentatore dei boschi alla ricerca di quei funghi che ama studiare oltre che far conoscere al fine di tutelare e migliorare gli ecosistemi naturali. L’esplorazione dei boschi viene favorita dalla rete di sentieri che facilitano la perlustrazione, per cui può apparire “giustificata” la loro elargizione.

E’ invece fonte di stupore la donazione arrivata da una scuola lontana dalle Dolomiti: il liceo “Antonio Gramsci” di Olbia. Fa nascere speranza la sensibilità dimostrata dai giovani di questa città affacciata sul mare e sicuramente più legati ai bagni nel Mediterraneo che alle ascensioni sui monti. Conforta l’attenzione rivelata da questo gesto per un mondo, quello delle valli, soggetto ad abbandono.

Sorprendente ancora veder offerto un aiuto da degli “scriccioli”: i “Raseti dee Guaive”. Questa associazione, nata da un gruppo di amici di Galzignano Terme ai piedi dei Colli Euganei, ha espresso, nel consegnare il loro dono al Presidente del CAI di Belluno, il dolore per la distruzione subita da quei boschi, che come gruppo, ha sottolineato il presidente Alfio Ceccarello, percorrono in ogni stagione “sempre con meraviglia e stupore”. Il dolore ha fatto nascere un desiderio: dare un proprio contributo “grattando il fondo della cassa”.

La sezione di Belluno ha espresso gratitudine a questi donatori il cui contributo aiuta a finanziare un’attività che necessita di kit di protezioni individuali e corsi di formazione per coloro che offrono gratuitamente la loro opera.
“Gesti come questi riempiono il cuore”: ha commentato il presidente Sergio Chiappin. La generosità fa nascere gratitudine e questa genera felicità: tutto questo grazie alla montagna.

Daniela Mangiola
ONC CAI Belluno

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