Incendi boschivi in Appennino: il CAI ne parla a Pescara e Rieti

Per il Presidente della CCTAM Di Donato " danni non sono solamente ambientali ed economici, ma anche di immagine perché a essere offuscata è la meraviglia di questi paesaggi senza tempo, nei quali è in crescita il turismo naturalistico e culturale".

La locandina del convegno di Pescara

20 ottobre 2017 - L'impegno interregionale d'Appennino - La Montagna in città
Ci attendono due giornate di convegno sugli incendi che hanno travagliato la vegetazione della nostra penisola, oggi a Rieti e domani a Pescara. Non a caso il titolo dato è "Fiamme d'Appennino", sistema montuoso che, durante l'estate, è stato purtroppo particolarmente segnato da questi terribili eventi con danni notevoli e insostenibili per territori e popolazioni. I danni non sono solamente ambientali ed economici, ma anche di immagine perché a essere offuscata è la meraviglia di questi paesaggi senza tempo, siti da emozioni, nei quali è in crescita il turismo naturalistico e culturale, con luoghi e tradizioni da ascoltare, osservare e assaporare. Il Cai GR Abruzzo rilancia appelli raccolti a livello nazionale.
Determinanti sono i quattro punti di discussione fissati dalle giornate di lavoro a Rieti e Pescara in termini di “cause, prevenzione, impegno e interventi di ripristino” da incendi. Si tratta di intervenire efficacemente in aree messe a dura prova in quanto questi eventi calamitosi si sono aggiunti ad altri che nel 2016 e nel 2017 hanno funestato le nostre "terre alte". Alla luce di quanto accaduto va approfondito quanto non si compie come prevenzione e definire l'indispensabile per la messa in sicurezza dei luoghi dalle possibili situazioni di dissesto. E necessario l'incontro tra la parte tecnico/scientifica, quella (sindaci, protezione civile, volontari, ...) che ha dovuto affrontare l’emergenza incendi e quella che ha potere decisionale e deve prevenirli insieme ad altri probabili eventi naturali (presidenti parchi, assessori e funzionari regionali, responsabili enti, …).

Gli incendi boschivi sono un problema per territori, popolazioni con implicazioni gestionali, amministrative e legali.
Le procedure prevedono che dopo le necessarie operazioni di rilievo puntuale delle aree percorse dal fuoco e la verifica della titolarità dei beni oggetto degli incendi, in funzione della copertura vegetale e dei danni subiti si potrebbe eseguire una messa in sicurezza utilizzando le parti vegetali presenti sul posto, anche al fine di diminuire il carico di incendio presente oramai morto, per limitare la perdita di suolo.
Va quindi accuratamente studiata e predisposta la fase di progettazione degli interventi di sistemazione idraulico-forestale e di recupero ambientale, da affidare a professionalità con competenze multidisciplinari, esperti, in particolare, in materia di ingegneria naturalistica, dinamiche vegetazionali e dissesto dei versanti
Possibili strutture tecnico/scientifico/culturali di supporto
AIPIN (Associazione Italiana per la Ingegneria Naturalistica)
SIRF (Società Italiana per il Restauro Forestale)
SISM (Società Italiana di Scienze della Montagna)
SM (Scienze della Montagna appenninica e mediterranea - Sabina Universitas)
CISDAM (Centro Italiano Studi degli Abeti e degli Alberi Mediterranei)

In Calabria
L'opera di sensibilizzazione delle Associazioni Ambientaliste è notevole e vale l'esempio della Calabria dove si è costituito  il "Forum per la salvaguardia del patrimonio boschivo”, riunitosi presso la sede Cai di Cosenza, e che vede riunite 21 associazioni con il numero destinato a crescere. Le finalità sono comuni: dall'analisi della situazione al rapporto con le amministrazioni che devono predisporre adeguati strumenti di prevenzione e di adeguata organizzazione.

La legge quadro in materia di incendi boschivi la n. 353/2000
Ma che fine hanno fatto i piani antincendio? E adesso sono stati predisposti i catasti dei terreni percorsi dal fuoco? Il catasto è uno strumento decisivo ai fini della prevenzione in quanto su un terreno ove si è verificato un incendio non è possibile edificare, pascolare, cacciare, insediare attività produttive.
Comuni e Associazioni si possono avvalere dell'Arma dei Carabinieri - Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare e per il catasto incendi si può consultare il SIM gestito dall'Arma dei Carabinieri per la Tutela Forestale. alla voce www.simontagna.it che, insieme a utili informazioni d'insieme riporta anche il censimento delle aree percorse dal fuoco (l'accesso all'area riservata va autorizzato).
Si utilizza pienamente la legge quadro in materia di incendi boschivi la n. 353/2000 che definisce divieti, prescrizioni e sanzioni sulle zone boschive e sui pascoli i cui soprassuoli siano stati percorsi dal fuoco prevedendo la possibilità da parte dei comuni di apporre, a seconda dei casi, vincoli di diversa natura sulle zone interessate.

La politica delle alleanze e delle intese
La politica delle alleanze è importante e nel mese di settembre 2017 Cai e Arma dei Carabinieri hanno sottoscritto un protocollo d’intesa finalizzato a sviluppare rapporti di collaborazione tra le due organizzazioni con lo scopo di promuovere la legalità e la tutela ambientale nelle aree montane. Tra le impegni prevalenti la promozione di iniziative con specifico riferimento alla cura dei boschi, dei corsi e degli specchi d’acqua;
Non vanno dimenticati Vigili del Fuoco con il servizio anticendio boschivo e segnalo che recentemente il Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha attivato a Visso una sede congiunta di pronto intervento, operativa ventiquattro ore su ventiquattro. In questo modo si rafforza la collaborazione tra Parco e Vigili del Fuoco, per un coordinamento delle iniziative e delle operatività degli Enti in difesa e tutela del territorio.

In Abruzzo
Il Monte Morrone è stato tra i più devastati e la Sezione Cai di Sulmona, a presidio del proprio territorio è intervenuta con un comunicato diretto ed efficace. Il Cai chiede il riconoscimento del "valore montagna" riferito in questo caso alla cura del bosco ed alla prevenzione degli incendi, ma in generale alle necessità d'insieme e non a quelle settoriali e di sfruttamento. Il Cai evidenzia come nei giorni dell'incendio sia apparsa sugli organi di informazione la notizia del potenziamento degli impianti di innevamento artificiale nell'Alto Sangro a dimostrazione di come la montagna sia intesa come il luogo della neve costruita o il terreno per dispendiosi giochi, quali la progettata zip-line di Pacentro. La viabilità interna è invece trascurata con la Provinciale Morronese tra Sulmona e Pacentro, e la strada tra Pacentro e Passo San Leonardo ancora chiuse. C'è fiducia nei Comuni così come hanno fatto Sulmona e Pratola Peligna che si sono dichiarati contrari ai rimboschimenti e attendono che le somme dichiarate siano destinate alla cura dei territori, di quanto resta dei boschi e a un’efficace prevenzione degli incendi.

Nel Lazio
Appena conclusi i festeggiamenti per i tanti anni di attività e di tutela ambientale del Cai Antrodoco ecco prepotente l'emergenza ambiente con la serie di devastanti incendi in località diverse che hanno visto anche i militari di stanza a Spoleto pronti ad aiutare le forze di terra. La Procura di Rieti ha ipotizzato il disastro ambientale.

Esserci ai tavoli dei decisori
Come Cai sosteniamo che è sempre più importante riuscire ad anticipare le situazioni, a prevenire proposte di retroguardia e quindi essere presenti ai tavoli dei decisori, riuscendo a partecipare alle riunioni che pianificano le azioni, decidono gli interventi e destinano gli importi.
Determinante sarà il ruolo dei Parchi e del Sistema delle Aree Protette (Federparchi).

Incendi boschivi ed Educazione Ambientale
Si chiede, insieme all'obbligo di regolamentare e controllare, di educare e sensibilizzare giovani e famiglie ai temi dell'ambiente, della sua vulnerabilità e della qualità della vita. La tutela del territorio è legata alla conoscenza e alla consapevolezza che dipendono dalla frequentazione e dalle esperienze vissute in ambiente, nei boschi, nei prati, nei centri montani e sulle vette. Un opportuno strumento di avvicinamento alla montagna è quindi la Rete Escursionistica e destinare risorse alla manutenzione dei sentieri favorisce certamente la frequentazione della montagna ma ha efficacia anche in un’ottica di sicurezza e di prevenzione degli incendi. Non si può pensare di delegare tutto agli interventi dei mezzi come i Canadair e gli elicotteri adibiti all'antincendio.
Il CAI da sempre si adopera per l’Educazione Ambientale orientata alla Sostenibilità, con i Gruppi Regionali,  le Sezioni e le Commissioni, il Cea "gli aquilotti" del Cai Abruzzo. Non si può risparmiare su educazione e futuro e le Istituzioni devono promuovere e rifinanziare le attività con le Scuole, rivolte a studenti e insegnanti, rilanciando il progetto INFEA e ponendo attenzione agli obiettivi di AGENDA 2030. Il problema è culturale e gli "inneschi" sono causati dall'uomo; l'ambiente è un tutt'uno e quanto accade in montagna deve riverberare intensamente anche a chi vive in pianura e città. Il CAI è formazione, prevenzione, informazione; adesso per gli incendi, i cambiamenti climatici e la tutela dell'acqua del Gran Sasso, in ogni momento per la sicurezza di chi va in montagna.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM CAI 

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