30 anni di Selvaggio Blu

I protagonisti di allora e di oggi chiamati per il 12 ottobre 2018, dal Comune di Baunei e dal CAI Nuoro, a narrare quella stagione, dove fu tracciato uno dei trekking più affascinanti d'Italia.

La locandina della serata

9 ottobre 2018 - Si allontanavano, dopo qualche mese, da quei percorsi e sentieri impervi e scoscesi d’Ogliastra. Viaggiavano verso l’aeroporto di Olbia, Peppino Cicalò, Mario Verin, Giulia Castelli; negli occhi il bianco del calcare e il verde della macchia di ginepri sparsi, aggrappati alle falesie della costa di Baunei. Per giorni e giorni avevano tracciato, rilevato, camminamenti di caprai e carbonai, antichi ovili degradanti verso l’oblio della loro storia di fatica e sudore. Avevano concluso in quel 1988.

Che nome dare a quell’impresa? Tanti nomi frullavano, forse anche la carezza vanesia di intestarselo loro; subito scacciata e allontanata. Come spesso accade, viene in soccorso la donna, Giulia. Certo, diceva  affascinata, che luoghi selvaggi, ancora, e poi quel mare dal colore blu sotto le falesie! L’intuizione diventa favola, diventa realtà: "Selvaggio Blu".

Sono passati 30 anni. Il CAI Nuoro e il comune di Baunei con l’entusiasmo del suo sindaco, Salvatore Corrias, fissano nella storia quell’evento. Il pomeriggio del 12 ottobre, nella cornice di santa Maria Navarrese, all’ombra della torre della Contessa di Navarra, ricorderanno quella stagione e quell’anno, dando voce ai protagonisti di ieri e di oggi. Saranno i giovani di Baunei e quelli del Cai, Doru e Ivan, ad accompagnare, con le loro clip-video, i partecipanti lungo sentieri, ascese e calate, luoghi ancora intatti nella loro antica suggestione.

Dopo i saluti del Sindaco Salvatore Corrias e Matteo Marteddu, presidente Cai Nuoro Centro Sardegna, ci saranno le comunicazioni di Ivan Puddu, Assessore all’ambiente e Dino Barranu, già sindaco avveduto e lungimirante del paese, con Antonio Cabras e Claudio Calzoni, Guide ambientali escursionistiche. Alessandro Gogna, guida alpina, scrittore e storico racconterà le sue esperienze da profondo conoscitore della Sardegna.

Ai protagonisti di quella straordinaria avventura, Peppino Cicalò e Mario Verin, il compito di ripercorrere storie e sentimenti, di riportare, nella loro narrazione, scarponi e zaini su quelle rocce, tra Us Piggius, Boladina, Su Tasaru, Serra Lattone, Serra Ovara, D’urele sino a Cala Sisine. A questi nomi, da radici di civiltà arcaica, diventati luoghi dell’anima, Cicalò e Verin hanno legato la loro storia di alpinismo e di impegno.

Il “Selvaggio Blu” viene descritto e definito come "percorso impegnativo, se non addirittura estremo, nell’iconografia dei siti planetari, sicuramente uno dei trekking più affascinanti d’Italia e del mondo". Come ha scritto ai soci CAI il presidente Marteddu "quando Cicalò e Verin hanno posato i propri scarponi e i primi passi verso US Piggius, l’attacco di Pedra Longa, su pietraie di caprai e carbonai, forse non avevano consapevolezza di ridisegnare un pezzo di storia di Sardegna che l’oblio stava inghiottendo". Oggi  di questo si ha consapevole certezza.

Matteo Marteddu
Presidente CAI Nuoro

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