Il CAI come facilitatore dello scambio di buone pratiche per lo sviluppo sostenibile delle aree montane Riserva della Biosfera UNESCO

E’ questo il messaggio lanciato il 9 maggio 2016 a Parma in occasione del convegno “Il ruolo del CAI nelle Riserve della Biosfera UNESCO”, organizzato dal Sodalizio e dalla sua Sezione della città emiliana.

Il convegno di Parma

9 maggio 2016 - “Per la salvaguardia dell’ambiente naturale dei territori montani e la promozione del loro sviluppo sostenibile è necessaria una collaborazione tra il CAI e tutti i soggetti interessati nelle diverse realtà locali. Le azioni devono partire dal basso e le nostre Sezioni sparse su tutto il territorio nazionale sono pronte a essere attori attivi, propositivi e collaborativi. Solo così è possibile far conoscere tutto ciò che un determinato territorio può offrire e far scoprire ai visitatori, dagli itinerari escursionistici alla cultura e alle tradizioni locali”.

Queste le parole del Presidente generale del Club alpino italiano Umberto Martini oggi a Parma, in occasione del convegno “Il ruolo del CAI nelle Riserve della Biosfera UNESCO”, organizzato dal Sodalizio e dalla sua Sezione parmigiana.
L’incontro ha voluto stimolare un confronto e uno scambio di buone pratiche tra alcune Riserve della Biosfera UNESCO del Nord Italia ("Appennino Tosco Emiliano", "Monviso" e "Judicarie e Alpi Ledrensi") e altri portatori d’interesse, come il Club alpino italiano.

Come ha ricordato Philippe Pypaert (Programme Specialist UNESCO Venezia Office) le Riserve della Biosfera UNESCO devono assicurare tre funzioni: conservazione ambientale, sviluppo sostenibile e supporto logistico (educazione, formazione e promozione). “A mio parere il CAI è molto importante in particolare per quanto riguarda la terza funzione, in modo che tutela e sviluppo sostenibile possano essere resi fruibili, scambiabili e trasferibili da una comunità a un’altra. Le riserve MaB UNESCO hanno proprio questo obiettivo: portare tematiche globali all’interno di contesti locali”.

L'antropologo e Past President del CAI Annibale Salsa ha evidenziato come le Riserve possano essere uno strumento per contrastare lo spopolamento delle zone montane: “è necessaria una sorta di rivoluzione culturale che metta al centro la necessità di una relazione biunivoca e non oppositiva tra uomo e natura. L’attività umana, se circoscritta entro certi limiti di sostenibilità, è fondamentale per il rilancio delle terre alte. Questa relazione è proprio uno degli obiettivi sia del CAI che delle Riserve della Biosfera UNESCO ”.

Il Presidente del Parco Appennino Tosco Emiliano Fausto Giovanelli, il Direttore del Parco del Monviso Massimo Grisoli e il Direttore della MaB Judicarie e Alpi Ledrensi Gianfranco Pederzolli hanno presentato i propri territori e le azioni per il loro rilancio che stanno avendo esiti positivi, ma anche le criticità. Anche nei loro interventi è stato ribadito come le azioni per rilanciare una zona montana devono nascere dalla stessa e non essere calate dall’alto. In questo senso la nomina a Riserva MaB UNESCO “non deve essere un’etichetta da esibire, ma un’occasione dalla quale ripartire e sulla quale investire”.

I lavori sono proseguiti nel pomeriggio con alcune testimonianze significative sulle Riserve della Biosfera UNESCO come laboratori di formazione e creatività.

Qui sono visualizzabili tutte le foto.

Comunicato Club alpino italiano

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