Il Cai non è solo alpinismo. È cultura, scienza e ambiente per la montagna

Questo il titolo dell'articolo scritto dal Vicepresidente Erminio Quartiani per la rivista dell'Archivio Osvaldo Piacentini, dove viene presentato l’impegno per i sentieri, i rifugi, l’ambiente e le popolazioni di montagna.

La copertina della rivista

27 luglio 2020 -  “Fin dalle sue origini è il Club degli alpinisti, della cultura, della scienza e dell’ambiente per la montagna, permeato da regole di funzionamento precise, minuziose e metodiche, sostenute da un’etica condivisa che muove dalla comunanza di intenti, certo anche ludici o di socialità, ma soprattutto data da un sistema di idee e di pratiche laicamente condivise e mai imposte, che motivano il corpo sociale nel fare e nel realizzare progetti in montagna e per la montagna, dei quali si arricchisce l’associazione, estraendone il carattere di soggetto che svolge anche funzioni di pubblica utilità”.

Così scrive il Vicepresidente generale del Club alpino italiano Erminio Quartiani (che quest’anno festeggia 50 anni di iscrizione al Sodalizio) in un lungo articolo pubblicato sulla rivista dell'Archivio Osvaldo Piacentini. Dunque non solo associazione di alpinisti, ma molto di più: “non è un caso se dopo tre anni di ricerca intitolata Il Cai, i giovani italiani e la montagna, diretta da un pool di ricercatori dell’Università Statale di Milano, ne esce un profilo di apprezzata organizzazione che tramanda i valori della montanità e che ad un tempo individua nella questione ambientale e climatica il focus distintivo del Cai di oggi come portatore di interessi generali anche delle giovani generazioni: posizionamento che è già in essere e tende a divenire caratteristico delle scelte e delle risposte da dare all’alpinismo, al turismo montano, al futuro delle popolazioni montane, anche nelle condizioni dell’emergenza e del post emergenza Covid-19”.

Nell’articolo vengono citati l’impegno di Soci e Sezioni per rifugi e sentieri (con particolare riferimento al Sentiero Italia CAI, “che diventerà parte della nostra identità nazionale), le azioni solidali messe in campo in svariate occasioni grazie ai rapporti stretti con chi ha a cuore la montanità (solo per citare le ultime: il recupero dei sentieri post Vaia, la realizzazione della Casa della Montagna di Amatrice e le auto donate ad Anpas per l’assistenza domiciliare nelle aree montane), le collaborazioni con i Parchi e con i ministeri, da quello dell’Ambiente a quello dei Beni culturali, per arrivare al Miur.

“Questo è il Club Alpino Italiano che ho sempre sognato di abitare”: queste le parole con cui Quartiani conclude l’articolo, scaricabile liberamente qui sotto.

Red

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