“Il cammino da 0 a 3000” sulle antiche vie dalla Riserva di Punta Aderci ai Monti della Majella

Tre giorni di cammino, 100 km circa sulle orme dei pastori, dei viandanti, dei pellegrini: questo quanto effettuato dai 12 escursionisti per l'iniziativa organizzata dal CAI Vasto, in collaborazione con le Sezioni di Atessa, Fara San Martino e Ortona.

I protagonisti della tre giorni

2 luglio 2018 - Tre giorni di cammino, 100 km circa sulle orme dei pastori, dei viandanti, dei pellegrini. “Il cammino da 0 a 3000” è stato organizzato dal Club Alpino Italiano di Vasto con la collaborazione delle sezioni di Atessa, Fara San Martino e Ortona, con il patrocinio dei comuni di Vasto, Pollutri, Scerni, Atessa, Roccascalegna e della Riserva di Punta Aderci.

Dodici camminanti hanno attraversato vecchi tratturi e tratturelli, percorso carrarecce che un tempo collegavano centri abitati e sentieri, che fino a qualche decennio fa sono stati testimoni di una spiritualità espressa con pellegrinaggi verso luoghi di fede. Non una sfida, non una prova di forza, ma un modo per procedere a ritroso verso le radici più profonde della cultura e delle tradizioni della terra d’Abruzzo.

Partiti dalla spiaggia di Punta Penna, i camminanti hanno percorso tutta la Riserva di Punta Aderci e quella del Bosco di Don Venanzio, attraversato i territori del comune di Pollutri e Scerni e raggiunto Atessa dove sono stati accolti dai soci del CAI  della locale sezione con un ricco e gradito ristoro. Il secondo giorno, risalendo le colline ai piedi della Majella, hanno raggiunto il comune di Roccascalegna (dove sono stati accolti dall’Amministrazione Comunale), Gessopalena (qui hanno visitato il borgo distrutto dagli obici tedeschi nel dicembre del 1943) e poi quello di Fara San Martino.

Dalle omonime gole, il terzo giorno, i camminanti sono saliti sul Monte Amaro (2793 m). Lungo la valle di Fara San Martino, dove spiritualità e cultura agro-pastorale, trovano un connubio e una sintesi perfetta (qualche anno fa, in uno scenario che lascia senza fiato, è stata riportata alla luce l’Abbazia benedettina di San Martino in Valle le cui origini risalgono al IX, X secolo), i camminanti hanno avuto modo di esperire l’asprezza della vita del pastore. Qui, infatti, a 1800 m. circa di quota resiste al tempo l’ultimo pastore della Majella  (Domenico Di Falco), che ancora oggi effettua la transumanza verticale e porta in estate il suo gregge di capre a brucare l’erba fresca delle alte quote. 

Alle ore 15.00 del 24 giugno i camminanti, stanchi ma felici del cammino attraverso luoghi di bellezza notevole e attraverso la loro storia,  hanno raggiunto la cima del Monte Amaro. La discesa è avvenuta verso Campo di Giove.

Gianni Colonna
Addetto stampa CAI Vasto

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