Il Club alpino italiano è un luogo aperto anche alla critica

Il commento del Sodalizio alla pubblicazione di alcuni contributi apparsi in rete a firma di Soci

Abbiamo verificato che ultimamente qualche Socio del Cai esterna le proprie critiche al Sodalizio utilizzando blog e siti di privati cittadini. Naturalmente per far arrivare la propria voce ed esprimere il proprio pensiero ciascuno è libero di usare i mezzi d'informazione che ritiene più utili allo scopo che si è prefisso.

Il punto però è che per essere efficaci, stimolare il dibattito ed eventualmente produrre il cambiamento auspicato, le critiche dovrebbero essere fatte pervenire al CAI. A questo proposito vorremmo ricordare a tutti i Soci che hanno critiche da proporre che esistono una serie di canali per farle pervenire al CAI, per esempio attraverso i presidenti di Sezione, i presidenti dei Gruppi regionali e soprattutto tramite i Consiglieri centrali.

Inoltre la Sede centrale, la presidenza, la direzione hanno un indirizzo, un numero di telefono e un indirizzo di posta elettronica a cui ogni Socio può rivolgersi per far giungere il proprio contributo critico. Le critiche sono le benvenute, ma sarebbe meglio che arrivassero nel giusto luogo e ai giusti interlocutori. Questo non significa limitare la libertà di espressione dei soci attraverso siti e blog, ma evitare che le istanze critiche si perdano nel grande mare di internet perdendo cosi anche la propria ragione d'essere, cioè produrre cambiamento.

Visto da un altra angolatura, rischiare che si smarriscano in rete significa anche privare tutti i Soci di un pezzo della ricchezza dialettica e di confronto propria del nostro Sodalizio, ricchezza a cui non vogliamo affatto rinunciare.

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