Il convegno di Soave: di che cosa si è discusso

Cinque mozioni sul progetto di riordino degli Organi tecnici

Verso una maggiore autonomia funzionale delle scuole?

Lattività alpinistica fuori e dentro il Club alpino, il ruolo e lidentità degli istruttori, il progetto di riorganizzazione degli Organi tecnici centrali elaborato dai vertici del CAI: c’era molta carne al fuoco e, ovviamente, molta attesa per il convegno straordinario di sabato 17 novembre a Soave (Verona) per i 75 anni della Commissione nazionale scuole di alpinismo e sci alpinismo (CNSASA) che si è tenuto alla presenza di 580 titolati, 4 componenti del CDC tra cui il presidente generale Umberto Martini, 10 Consiglieri centrali, 7 Presidenti regionali, diversi Presidenti sezionali. L’attività di questo organismo è intensa ed esemplare: più di 600 sono i corsi attivati ogni anno, con 750 istruttori nazionali, 1700 istruttori regionali e 3200 istruttori sezionali. Con questi numeri le scuole di alpinismo e sci alpinismo sono una delle una delle forze trainanti del Club Alpino Italiano.

IL PROGRAMMA dei lavori prevedeva nell’auditorium del Borgo Rocca Sveva presso la Cantina sociale di Soave, affollatissimo, dopo i saluti dei rappresentanti delle pubbliche istituzioni e degli organi sociali del CAI, relazioni di Annibale Salsa, past presidente generale (La promozione dell’alpinismo in ogni sua manifestazione: una proposta ultracentenaria del CAI), Vincenzo Torti vice presidente generale e componente del Collegio nazionale delle Guide alpine (L’istruttore tra responsabilità e volontariato), Pierre Humblet presidente della Mountaineering Commission dell’UIAA (La formazione degli istruttori nelle associazioni aderenti all’UIAA), Alessandro Gogna alpinista, guida alpina, scrittore (Alpinismo di ricerca e di libertà), Maurizio Dalla Libera istruttore nazionale e presidente CNSASA (Ruolo delle scuole di alpinismo e di scialpinismo nel CAI), Antonio Radice istruttore; componente CNSASA (Esperienze del coordinamento degli OTTO in Lombardia), Lorella Franceschini istruttore, presidente OTTO della Toscana ed Emilia Romagna (Linee guida della struttura operativa “Scuola Nazionale di Alpinismo e Scialpinismo”).

IL DOCUMENTO. La risposta delle Scuole del CAI ai cambiamenti delle pratiche alpinistiche era stata già messa a fuoco in un documento della Commissione nazionale che reca la data del 27 ottobre 2012, già diffuso dallo Scarpone on line. Dopo avere ripercorso la storia della Commissione viene spiegato come le Scuole cerchino di “approfondire e sostenere quelle attività che, superando le mode del momento e in sintonia con il modo di sentire del nostro sodalizio, possano esprimere una nuovo modo di pensare e vivere la montagna: si pensi all’arrampicata libera introdotta come elemento formativo ed educativo per i giovani, alle tecniche di salita su cascata di ghiaccio trasferite in ambiente alpinistico, all’introduzione dello snowboard alpinismo”.

IL MODELLO ORGANIZZATIVO adottato nella CNSASA, si legge nel documento, si basa esclusivamente sul ruolo del volontariato con una diffusione a livello territoriale capillare, organizzata nelle scuole sezionali, che è unica nel suo genere a livello europeo, per non dire internazionale. “Dei 510 corsi organizzati nel 2011 dalle scuole sezionali l’86% sono corsi di introduzione e di consolidamento che rispondono alle esigenze delle Sezioni che chiedono corsi di base” ha spiegato il presidente del CNSAS Maurizio Dalla Libera.

L’ATTIVITA’ delle scuole di alpinismo consiste nell’organizzazione di corsi, i quali, alla fine del percorso formativo, devono fornire all’allievo un certo grado di autonomia, proporzionato al livello del corso e alle capacità iniziali del partecipante. “Lo scopo principale”, si legge nel documento della CNSASA, “non è quindi offrire un semplice accompagnamento bensì far impartire agli allievi una adeguata formazione teorico – pratica in modo che essi possano iniziare a svolgere in ragionevole sicurezza e autonomia l’attività dell’alpinismo, dellarrampicata libera, dello scialpinismo, dello sciescursionismo e dello snowboard alpinismo”.

I VALORI DELL’ALPINISMO. “Per le Scuole di alpinismo”, precisa il documento della Commissione nazionale, “restano fondamentali alcuni principi di comportamento, sostenuti anche dagli altri Club alpini a noi confinanti. Laccettazione del rischio è parte integrante dellalpinismo; l’arrampicata in montagna e in falesia, lo scialpinismo e l’escursionismo in tutte le sue forme sono attività che presentano rischi e chi le pratica se ne assume la responsabilità; sono soprattutto le competenze le capacità ed il livello di preparazione fisica e psichica che possiede l’individuo a stabilire il grado di percezione del rischio e ad imporre le conseguenti azioni. La conoscenza ed il rispetto della montagna uniti ad un’onesta valutazione delle proprie capacità sono condizioni indispensabili per una sicura pratica dellalpinismo”.

LA FUNZIONE SOCIALE ED EDUCATIVA delle scuole è un altro degli argomenti-chiave analizzati nel documento: “Si vuole diffondere, soprattutto alle nuove generazioni, il concetto che frequentare la montagna significa riscoprire il senso dell’avventura e del sogno dove i pericoli sono controllati dall’esperienza e il rischio diventa una componente accettata se non addirittura ricercata”.

IL PROGETTO DI RIORDINO degli organi tecnici e periferici del Club alpino costituisce l’argomento più dibattuto ed è stato oggetto di cinque mozioni votate durante il convegno di Soave all’unanimità o quasi. Il progetto, come si può leggere nel documento targato CNSASA, “risulta nella sua applicazione e attuazione assolutamente generico, negativo nei confronti del settore alpinistico, non fattibile e non sostenibile in una logica di volontariato, non risolutivo delle criticità che la Commissione scuole da tempo ha segnalato ai vertici del sodalizio”. Molte e circostanziate le critiche e le proposte migliorative. “L’idea di una base culturale comune a tutti gli istruttori ci sembra positiva. Riteniamo però che nell’ambito di ciascun indirizzo tecnico il punto di riferimento e di guida debba rimanere il proprio OTCO”, ha affermato il presidente della Scuola Val Ticino Renzo Bassi che ha annunciato una mozione in merito indirizzata all’Assemblea dei Delegati.

“ACCENTRAMENTO VINCOLISTICO”. In particolare nelle mozioni è stata chiesta la soppressione di UNICAI, con le conseguenti modifiche al Regolamento degli Organi Tecnici Operativi Centrali e Territoriali (voti favorevoli oltre 500, contrari 1, astenuti 32) ed è stato chiesta al CDC, in previsione della prossima assemblea dei Delegati, di proporre “una pronta e radicale revisione delle norme statutarie e regolamentari per rimuovere quell’accentramento vincolistico e paralizzante non consono a un futuro che deve esser improntato ad entusiasmo e dinamismo”. E’ stato inoltre sottoscritto il documento firmato dai 4 presidenti degli organi tecnici centrali operativi nazionali che propone consistenti modifiche al Progetto di riassetto degli OTCO e al Regolamento per gli Organi tecnici operativi centrali e territoriali, dove si propone tra le altre cose di “istituire le scuole sezionali, territoriali e nazionali nel pieno rispetto degli indirizzi tecnici stabiliti dai rispettivi OTCO; eleggere a livello nazionale i Componenti della Commissione nazionale e il Presidente degli OTCO, all’interno della rosa dei designati espressi dal Congresso del rispettivo OTCO, al quale devono pervenire le candidature; eleggere a livello territoriale i Componenti della Commissione regionale/interregionale e il Presidente dell’OTTO, all’interno della rosa dei designati espressi dal Congresso regionale/interregionale del rispettivo OTTO, al quale devono pervenire le candidature; Stabilire che i Componenti delle Scuole regionali/interregionali siano nominati dalla rispettiva Commissione regionale/interregionale (OTTO)”.

ALTRA NOTA DOLENTE è rappresentata, secondo il documento citato, dall’appesantimento burocratico riscontrato nell’Organizzazione centrale: “Purtroppo si deve osservare che vincoli, norme regolamentari, molto articolate, ma spesso controproducenti, contrastanti, inibiscono la attività, la rendono complicata, piena di ostacoli e spesso idee innovative e positive vengono limitate o frenate per un eccesso di burocrazia; e non c’è nulla di peggio di una burocrazia passiva, ovvero volta alla perfezione dell’atto, piuttosto che alla validità dei contenuti, per non potere crescere e svilupparsi sia in termini numerici, sia in termini di attività svolte; purtroppo il CAI attraverso i suoi organi centrali tende nel nome della razionalizzazione e della ottimizzazione a centralizzare sempre di più le proprie attività operative a detrimento della efficacia e della efficienza delle azioni svolte”.

UNO STRUMENTO DI CRESCITA delle Scuole di alpinismo viene individuato in una maggiore autonomia funzionale “che rappresenti un momento innovativo all’interno del sodalizio e possa essere un momento di rilancio e di crescita dell’attività e della operatività”. Le basi per un’autonomia funzionale riguarderebbero l’elezione dei propri organi di governo, “secondo un procedimento democratico e partecipativo dove chi si propone viene eletto perché in lui si evidenzia competenza tecnica e capacità di governo da parte di persone competenti e che sanno apprezzare le qualità della persona; competenza che si trasforma in autorevolezza”. Per ottenere una autonomia funzionale vengono individuati otto obiettivi. Tra questi, buon ultimo, evitare di istituire “forzatamente” a livello sezionale scuole pluridisciplinari, “conservando le attuali diverse identità e favorendo le collaborazioni tra i gruppi”. A questo proposito, l’ultima mozione votata a Soave propone: l’elezione diretta da parte dei congressi interregionali e nazionali, dei rappresentanti regionali e nazionali; la completa autonomia tecnica di scuole sezionali, interregionali e centrali senza nomine da parte di organismi esterni; che CNSASA non sia più soggetto alle normative UNICAI e che sia garantita l’autonomia gestionale e organizzativa tipica di una struttura operativa, garantendo a tutti gli OTCO e agli organi del CAI la più ampia collaborazione sotto tutti gli aspetti tecnici. (Ser)

Scarica qui il dettagio delle mozioni votate al convegno di Soave del 17 novembre 2012

 

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