“Il pastore di stambecchi”: a Milano la presentazione del romanzo edito da CAI e Ponte alle Grazie

Si tratta del racconto in prima persona di Louis Oreiller, che ha trascorso i suoi 84 anni a Rhêmes Notre Dame. Appuntamento mercoledì 14 giugno all'Isola Pepe Verde.

La copertina del libro

8 giugno 2018 - Il libro “Il pastore di stambecchi” di Louis Oreiller con Irene Borgna, edito da CAI e Ponte alle Grazie, arriva a Milano. La presentazione è in programma all’Associazione Proletari Escursionisti, presso Isola Pepe Verde (Via Guglielmo Pepe, 10, Quartiere Isola), mercoledì 14 giugno alle ore 19,30.

La montagna per Louis Oreiller non è una sfida, né una prestazione. È la sua casa di terra e di cielo, un orizzonte a cui appartenere. Nella sua valle, sa il carattere di ogni canalone, di ogni balza di roccia. Riconosce le volpi, i camosci, le vipere, i gipeti. Può chiamare per nome ogni valanga.

“Nel libro sono raccontati 87 anni di vita: 84 ce li ha messi Louis, tre ce ne sono voluti per raccontarli, mescolando ricordi e caffè in una baita a 1700 metri di quota”, afferma Irene Borgna, coautrice alla quale Oreiller ha consegnato le sue parole.

Louis nasce nella povertà e cresce con la guerra. Valdostano ma “anche” italiano, trascorre i suoi 84 anni a Rhêmes Notre Dame, venti comignoli rubati alla slavina al fondo di una valle stretta e dal fascino selvatico, su un versante Parco del Gran Paradiso sull’altro riserva di caccia.

Da ragazzo, armato dalla fame, è cacciatore, contrabbandiere, manovale. Quando diventa guardiaparco e poi guardiacaccia, cambia sguardo. Dietro le lenti del cannocchiale, nelle lunghe solitarie giornate di appostamento ai bracconieri, diventa il signore delle cenge, segue il volo delle aquile e sperimenta un qualcosa di molto simile all’amore. Stagione dopo stagione, trasforma gli alberi in sculture, “scava” tassi e marmotte, parla con i cani, le mucche, le galline. A volte anche con gli uomini.

Quello di Oreiller è un mondo ormai perduto, travolto da una modernità senza pazienza, da un fiume di gente che torna ma non resta. Eppure, nei suoi occhi, nelle sue mani nodose e forti, tutto ha ancora memoria e lui ha memoria di tutto.

Red

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