Il presidente del Cai di Castellamare di Stabia ha parlato di Turismo Lento per un corso online

Pio Gaeta ha parlato dell'impegno del Cai in questo campo attraverso Federica.EU piattaforma dell'Università di Napoli Federico II

16 gennaio 2020 - Pio Gaeta, presidente della sezione di Castellammare di Stabia del Club alpino italiano,  ha partecipato a un corso online per parlare a nome della sua sezione di turismo lento. Lo ha fatto attraverso Federica.EU, il Centro d’Ateneo dell’Università di Napoli Federico II per l’innovazione, la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale.  Il corso online Turismo Lento è dedicato a borghi, parchi e cammini d’Italia. Le lezioni analizzano la relazione tra Turismo e Lentezza nelle sue componenti (autenticità, sostenibilità, incontro, tempo, emozione e lentezza) fornendo una traccia operativa per chi voglia progettare l’offerta di “turismo lento” attraverso nuova accoglienza, assistenza e informazione ai “viaggiatori di senso” dei quali si riscontra un fortissimo aumento.
Spiega il presidente del Cai stabiese: “Ho avuto il piacere di partecipare al primo corso online dedicato a chi vuole organizzare una nuova offerta di Turismo Lento, per illustrare a nome del CAI Stabia, le attività del Club alpino italiano e parlare anche del Sentiero Italia Cai. Il Club Alpino Italiano è percepito come portatore di competenza e passione per la montagna e anche in ambito accademico può portare il proprio contributo. Ringrazio il prof. Alessandro Cugini, Docente di Organizzazione aziendale in vari Atenei a Napoli, Responsabile del settore Turismo religioso nella Scuola di Alta Formazione in Arte e Teologia della Facoltà Teologica di Napoli e la Dottoressa Rosa De Vivo, responsabile della piattaforma federica.eu per l’opportunità concessa al Cai”.
Secondo il professor Alessandro Cugini: “Il Corso di 'Turismo Lento' dell'Università Federico II, gratuito ed aperto a chi ama percorrere vie e sentieri, vuole essere un supporto conoscitivo per chi (come il Cai) vuole avvicinare italiani e stranieri alle nostre montagne, ai loro borghi, parchi naturali ed ai cammini che lo attraversano. Leggere la trasformazione del turismo moderno, sempre meno di massa e più individuale o di piccoli gruppi, vuol dire curare i sentieri ed i rifugi del Cai per renderli centro di attrazione verso la bellezza della Natura e dello Spirito. Spero che il Corso aiuti questa missione”.

Red

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