In 70 al chiaro di Luna, ciaspolando...

Il 18 marzo 2017 annuale incontro del Circolo Unicredit Piemonte e Valle D'Aosta, in collaborazione con la Sottosezione GEB del CAI Torino: i partecipanti (tra cui Francesca, 10 anni) hanno raggiunto il Rifugio Città di Ciriè, al Pian della Mussa.

Il gruppo alla partenza

20 marzo 2017 - Sabato 18 marzo 2017 si è svolto il rituale incontro annuale (sempre in posti diversi, al chiaro di luna o delle stelle come in quest’ultimo caso) voluto dal circolo ricreativo dell’Unicredit Piemonte e Valle d’Aosta in collaborazione con la sottosezione GEB del CAI sezione di Torino. Meta di quest’anno con circa una settantina di partecipanti è stato il Rifugio Città di Cirié che ci ha riservato un’ottima accoglienza, del cibo squisito, un servizio sia in sala che in cucina di prim’ordine. Per questo desideriamo ringraziare il gestore Marco Salomone e tutto il suo staff.

Il Rifugio Città di Ciriè si trova a 1850 metri di quota, nel comune di Balme, in località Pian della Mussa, situato all'estremità nord-occidentale dell'ampio vallone, ai piedi dell'Uia di Ciamarella e della bastionata rocciosa che chiude la Val d'Ala. Il rifugio è il punto di partenza ideale per semplici escursioni, ascensioni alpinistiche e sci alpinistiche, arrampicate su roccia e cascate di ghiaccio. È dotato di 25 posti letto in un ambiente amichevole ed accogliente che offre per l’appunto una cucina con piatti della tradizione preparati con cura e passione. Meta ideale in inverno anche per i ciaspolatori e i fondisti su due percorsi attigui che non s’intralciano.

La nostra escursione è iniziata verso le 17,30 serali. Il ritrovo per tutti è stato al parcheggio del Villaggio Albaron a Balme ove è sito lo stabilimento dell’acqua minerale del Pian della Mussa, per poi continuare verso il parcheggio più in alto e proseguendo poi a piedi lungo la strada che porta verso il Pian della Mussa, oltrepassando il paesino fin dove si trova la sbarra che blocca la strada nel periodo invernale. Alla sinistra della sbarra una stradina che scende di qualche metro, ci permette di attraversare su un ponticello in direzione di un enorme masso ben visibile nelle vicinanze, sul quale d’inverno, con uno speciale sistema di getti d’acqua viene creata una palestra artificiale per gli “ice-climber”. Da qui inizia il sentiero che sale con ampi tornanti fino al pianoro sovrastante ove vi è anche un agriturismo che offre ospitalità pure nella stagione invernale. Il percorso è piuttosto semplice, anche se tutto il dislivello di circa 400 metri si esaurisce nella prima parte ed è facilmente percorribile interamente senza difficoltà.

Al termine della salita ci si ricongiunge alla strada estiva e si cammina su di essa (noi l’abbiamo trovata ben innevata) fino al Pian della Mussa in vista del Rifugio Città di Ciriè per raggiungere il quale vi è al termine del lungo pianoro una breve salita. Da notare che la Luna era coperta da nuvole che scorrevano velocissime a causa di un vento fortissimo che ha messo a dura prova i meno allenati. Ammirevole la più giovane partecipante (Francesca Garbero di soli 10 anni) che seppur a volte faticava a tenersi in piedi a causa delle raffiche che la investivano, è arrivata con le sue sole forze sino al rifugio. Il lato positivo del vento è stato che dopo l’abbondante cena quando si è ripreso il cammino per tornare alle auto con le pile frontali attraverso il percorso dell’andata, si è potuto godere di una stellata incredibile che ancora di più faceva risaltare le centinaia di luci accese nel fondovalle.

Per salire gli ultimi hanno raggiunto il rifugio con estrema calma in circa due ore e in discesa il tempo medio dei partecipanti è stato di un’ora e 15 minuti. Per finire occorre ringraziare Beppe Borione (ASE) al quale si deve tutta l’organizzazione in piena collaborazione con Paolo Rosso, referente per l’Unicredit, facente anche parte del direttivo GEB e presente alla gita. Validissima anche la collaborazione di Daria Fava (ASE) e Giampiero Salomone (AE) che hanno collaborato in maniera egregia perché tutto andasse nel migliore dei modi come in effetti è stato. Io in chiusura ha fatto da “scopa” assicurando che nessuno si perdesse lungo il percorso.

Lodovico Marchisio

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