In ricordo di Giuseppe Cipolla Socio fondatore della Sezione CAI di Fara San Martino

Conosceva le grotte, i sentieri, le sorgenti, i nevai, gli alberi più antichi, le valli più profonde delle sue montagne, oltre alle antiche denominazioni di questi luoghi e alle tradizioni legate ad essi.

Peppe alla guida di un'escursione

10 maggio 2019 - Il massiccio della Majella in Abruzzo è circondato di moltissimi borghi. Nella sua parte sud-orientale questi paesi sono letteralmente sovrastati: la loro altitudine, infatti, non è elevata e così la montagna si alza imperiosa su di loro. Dire che la montagna fa parte della vita dei suoi borghi è più che mai vero in questo luogo affascinate d’Abruzzo.

La montagna è stata una risorsa sempre e nel passato, in tutta la regione, la pastorizia ha fatto da padrona. Anche a Fara San Martino (CH), adagiata all’ingresso di una delle valli più belle e lunghe della Majella. La si conosce solo per la sua pasta e, quindi, per l’acqua che sgorga dalla montagna. Eppure fino a non moltissimo tempo fa, molti erano dediti alla pastorizia che, differentemente da altre parti della regione, dava vita ad una transumanza verticale. I pastori dunque si muovevano sulla montagna a diverse altitudini a seconda delle stagioni, spostandosi nelle numerose cavità (grotte) che su questo versante sono numerosissime.

E così faceva anche Giuseppe Cipolla, detto Peppe, che durante i suoi anni più giovani ebbe modo di conoscere la montagna più di chiunque altro: le grotte, i sentieri, le sorgenti, i nevai, gli alberi più antichi, le valli più profonde. Con una conoscenza di inestimabile valore delle antiche denominazioni di questi luoghi e le tradizioni legate ad essi.

Peppe regalò questa sua conoscenza al Club Alpino di Fara San Martino di cui fu socio fondatore 26 anni fa. Divenne ben presto prezioso per la sezione non solo come guida ma anche come animatore. La sezione CAI di Fara svolge da sempre, assieme ai suoi ruoli e i principi fondativi, una funzione sociale di grande rilievo. Conta 150 iscritti circa e raccoglie adesione da tanti borghi limitrofi. Questo successo risiede nella partecipazione di tutti alle molte escursioni e attività culturali, ma anche a quelle attività coesive che ogni anno vedono gli iscritti tutti assieme per giornate particolari. Giornate all’insegna della conoscenza unita al divertimento, alla cucina, alle tradizioni più vere. E Peppe era la colonna portante di tutto questo. Sì, lo era. Perché ci ha lasciato, attoniti. Il 26 aprile scorso.

Il CAI si è stretto assieme alla famiglia nel dolore della perdita di un uomo generoso, leale e solo apparentemente burbero. Un montanaro di altri tempi, un uomo concreto che alla montagna ha restituito quello che lei gli aveva dato. Come dovrebbe essere.

Nel ricordalo il CAI di Fara San Martino si impegna a non perdere la conoscenza che Peppe ha donato con generosità cercando di raccoglierla affinché tutti possano fruirne.

CAI Fara San Martino

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