Inaugurazione Sentiero Silone, ecco il reportage dello scorso 22 agosto

Il CAI Pescina ha creato il tracciato congiungendo i luoghi della Valle del Giovenco citati nelle opere di Silone.

La giornata dell'inaugurazione

Il 22 agosto 2015, dopo quasi un anno di lavoro prima di ideazione e poi di realizzazione da parte del Cai Pescina, è stato inaugurato il Sentiero Silone. La gradevole temperatura di 15 gradi e una leggera ventilazione orientale hanno accolto a Pescina gli oltre 250 partecipanti convenuti per l’evento, che ha visto la partecipazione del Presidente del Cai Abruzzo Gaetano Falcone, del Cai Avezzano Giovanni Olivieri, del Cai Valle Roveto Anna Giovarruscio.

Il percorso, ispirato da una felice intuizione del giornalista-scrittore Stefano Ardito in visita a Pescina per la presentazione del suo libro “Storia dell’alpinismo in Abruzzo”, si sviluppa collegando tra loro numerosi punti citati o descritti da Ignazio Silone nelle sue opere ed ancora oggi perfettamente riconoscibili nel territorio. La ricerca e la successiva selezione di questi punti sono stati eseguiti in circa un anno di tempo.

Alla ricerca hanno partecipato i soci della Sottosezione Cai di Pescina, assistiti dagli esperti del Centro Studi Ignazio Silone di Pescina ed in particolare la Prof.ssa Liliana Biondi dell’Università dell’Aquila, la Prof.ssa Ester Cicchetti, neo Presidente del Centro Studi e Diocleziano Giardini. Molto importante il sostegno pieno ed immediato di Stefano Iulianella, prima come Presidente del Centro Studi Silone e da maggio anche come Sindaco di Pescina.

Silone, come lui stesso ammette nella prefazione di Fontamara, si è abbondantemente servito dei suoi ricordi legati a Pescina per creare gli ambienti dei suoi racconti e per farvi muovere personaggi come Berardo Viola (Fontamara), Pietro Spina (Vino e Pane, Il Seme sotto la neve.

Alcune di queste descrizioni si trovano in saggi e racconti (Uscita di sicurezza, Ai piedi di un mandorlo) e sono descritti con precisione fotografica, oltre che confermati da situazioni storiche molto precise. Per esempio:
“non c'era più nessuno che chiamasse me, e forse anche per questo, mi sentivo stranamente attirato verso quella povera gente che, pur stremata dalle fatiche della giornata, ubbidiva al richiamo della tromba. Così varie volte m'intrufolai anch'io nelle assemblee che in quel tempo si svolgevano nel cortile di un antico convento francescano, che a suo tempo era stato fondato dallo stesso pover'uomo di Assisi”.
Tratto da “Uscita di sicurezza”, descrive il Convento che attualmente ospita il Teatro San Francesco ed il Centro Studi e che nel periodo storico di Silone fu utilizzato anche come carcere.

Oppure “Mi sono guardato attorno, ho cercato una pietra o una zolla su cui riposare. Non ho fretta, dato che nessuno mi attende. Adesso mi trovo ai piedi di un mandorlo, un pò discosto dal sentiero. Appena alcuni passi più sotto, dove la strada carrozzabile fa gomito, si alza la croce che i padri passionisti eressero molti anni or sono".
Questo pezzo, estratto dal brevissimo racconto autobiografico “Ai piedi di un mandorlo” descrive la strada provinciale che conduce alla stazione ferroviaria e la croce di ferro che si trova nel punto più panoramico. Il Sentiero ripercorre in questo punto un antico percorso che veniva utilizzato come scorciatoia verso la stazione, ed è stato riscoperto e messo in sicurezza dai soci Cai di Pescina.

Altri punti invece sono serviti da “ambientazione” per i racconti di Silone, come per esempio in “Il Segreto di Luca” dove curiosamente viene citata la scorciatoia e la stessa croce:
“Con passo lento, ma regolare, il vecchio salì l'ultimo tratto della ripida e rocciosa scorciatoia. Dove questa si ricongiungeva con la strada rotabile, sopra un piedestallo di pietra si ergeva una grande croce di ferro. L'uomo vi si fermò accanto per riprendere fiato e asciugarsi il sudore”.

Di citazioni simili è piena l’opera di Ignazio Silone, ed il lavoro del Cai Pescina ha permesso di creare un sentiero escursionistico di grande valore storico e ambientale. Nel suo sviluppo infatti viene costeggiato per lunghi tratti il fiume Giovenco, come raramente avviene per i percorsi Cai, e vengono raggiunte un po’ tutte le ambientazioni che gli escursionisti conoscono bene, dalla roccia alla foresta, dalle creste alle pinete.

Un percorso suggestivo, oltre che impegnativo. Pur essendo infatti classificabile in categoria T il Sentiero presenta caratteristiche di lunghezza  e pendenze che sconfinano nella categoria E.

L’inaugurazione, con tantissime persone venute a Pescina, è un buon viatico per le future iniziative legate al Sentiero, che vanno dalla posa in loco di pannelli esplicativi lungo il percorso, dove saranno citati i passi che hanno ispirato ogni particolare punto, alla estensione del Sentiero mediante creazioni di Varianti che toccano punti più remoti anch’essi citati nei libri di Silone. Come ad esempio la Sella delle Capre di Vino e Pane, luogo della fuga di Pietro Spina, già individuato sul territorio e descritto cosi:
“Il suo sguardo era fisso alla montagna a ridosso del villaggio con le sue due cuspidi ineguali, come la schiena d'un dromedario. Tra le due gobbe vi era una profonda avvallatura chiamata la Sella delle Capre. Era l'unico valico esistente per passare nell'altro versante.”

Da lì, in pochi minuti si raggiunge il Prato delle Streghe, ancora citato in Vino e Pane:
"Quando arrivò sull'orlo della scarpata Cristina si trovò in un ampio spiazzo, quasi rettangolare, chiamato il Prato delle Streghe. Al di là dello spiazzo, la montagna continuava con un leggero pendio. Tutt'intorno la neve era intatta.”

Un Sentiero nuovo, dunque, immerso nella natura ancora integra della Valle del Giovenco e che offre straordinari spunti per chi voglia conoscere o approfondire la conoscenza con uno dei più grandi personaggi della storia e della cultura italiana del ‘900, ed anche per chi, semplicemente, voglia camminare su un nuovo e interessante sentiero del Cai.

Roberto Ranalli – Reggente Sottosezione Cai di Pescina

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