Infrastrutture materiali e immateriali, educazione, cultura e supporto del volontariato per il futuro della montagna

Il Presidente del CAI Vincenzo Torti è intervenuto oggi a Milano al convegno "Montagna Futuro", mettendo il volontariato dell'associazione al servizio di uno sviluppo della montagna sostenibile e rispettoso delle specificità dei singoli territori.

L'intervento di Tortial convegno di Milano

22 novembre 2017 - "La più recente pubblicazione del CAI si occupa, proprio come il convegno odierno, della "Causa montana", prendendo spunto dal ricordo di Michele Gortani, cui si deve il rango costituzionale delle aree montane per il secondo comma dell'art. 44 della Costituzione, introdotto su sua istanza. Un rango costituzionale a cui deve conseguire da parte del Legislatore l'attenzione alla specialità e non alla marginalità della montagna. Per consentire un avvenire a chi vive nelle terre alte sono necessarie non solo la passione, ma anche educazione e cultura che formino cittadini a misura di montagna, in grado di dare vita a una montagna a misura d'uomo".

Queste le parole del Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, intervenuto oggi a Milano al convegno "Montagna Futuro. Dalle linee guida al progetto 2018 - 2023 per la montagna lombarda", organizzato da Ersaf.

Tra gli intervenuti il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il Sottosegretario regionale alle Politiche per la montagna Ugo Parolo, il Presidente di Ersaf Elisabetta Parravicini, l'alpinista Simone Moro, l'Assessore della Provincia Autonoma di Trento Carlo Daldoss e il Past President del CAI Annibale Salsa. Ha moderato i lavori Lino Zani, alpinista, autore e conduttore di "Linea Bianca".

Gli intervenuti hanno evidenziato la necessità di investire su infrastrutture materiali e immateriali, banda ultra larga, viabilità, servizi, cultura e scuole per promuovere il ritorno nelle aree montane, incentivare gli investimenti e rendere la montagna un luogo attrattivo per le giovani generazioni e per coloro che vogliono fare impresa, valorizzando le caratteristiche uniche, in termini di paesaggio e risorse, di ogni area montana.

"Per programmare il futuro è particolarmenrte apprezzabile che la strategia avviata intenda avvalersi delle linee guida, ovvero strumenti in grado, di volta in volta, di adeguarsi alle esigenze che si presentano, e non di regolamenti restrittivi", ha aggiunto Torti. "Dobbiamo però avere ben chiaro quale sia la montagna cui fare riferimento e la precisazione del Sottosegretario Parolo che la montagna non è un parco giochi dei cittadini è concetto fondamentale e condivisibile".

Per raggiungere questi obiettivi è stato evidenziato il ruolo fondamentale del volontariato, che può dare un contributo straordinario al futuro delle terre alte. "In questa strategia di valorizzazione delle montagne - ha concluso Torti - il volontariato del CAI si conferma a disposizione di tutti coloro che, amministratori opratori o abitanti locali, vogliano veramente impegnarsi per una montagna che rappresenti un valore rigenerato, lasciandosi alle spalle marginalità e abbandono".

Comunicato Club alpino italiano

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