Intervista ai due candidati alla Vicepresidenza generale del CAI

L'elezione si terrà all'Assemblea dei Delegati 2017, in programma a Napoli il 27 e il 28 maggio. Emilio Bertan e Lorella Franceschini hanno risposto a quattro domande della nostra redazione.

Emilio Bertan e Lorella Franceschini

19 maggio 2017 – A pochi giorni dall'Assemblea dei Delegati del CAI 2017, in programma a Napoli sabato 27 e domenica 28 maggio, abbiamo rivolto quattro domande ai due candidati alla Vicepresidenza generale del Sodalizio, Emilio Bertan e Lorella Franceschini. Entrambi sono attualmente Consiglieri centrali del Sodalizio.

Perché hai deciso di candidarti a vicepresidente?

Bertan: Sono socio dal 1967; in tutti questi anni sono stato alpinista, scialpinista e INSA, con centinaia di vie nelle Dolomiti, di salite invernali e di escursioni scialpinistiche. Ho frequentato le Alpi, ho percorso gli Appennini, ho partecipato a qualche spedizioni all’estero. Ho fatto parte della Scuola e della Commissione centrale di scialpinismo. Ho conosciuto il CAI delle Sezioni e delle Commissioni Tecniche, sono stato Presidente della mia Sezione, poi del mio Gruppo Regionale ed ora Consigliere Centrale. Ho pensato e condiviso con altri Soci di poter dare ancora un contributo mettendo la mia esperienza e la mia conoscenza trasversale della vita del Sodalizio al servizio del Club alpino italiano.

Franceschini: Sono Socia da trent’anni e da sempre innamorata della montagna. Il naturale desiderio di condividere la mia passione mi ha portato prima a titolarmi come Istruttore di alpinismo, poi a impegnarmi come Presidente di commissione e infine come Consigliere centrale. L’orgoglio di essere parte di una delle più grandi associazioni d’Italia, che deve la sua forza e la sua unicità al volontariato; il desiderio di far conoscere il mondo ricco di storia, cultura, tradizioni, e soprattutto valori che il CAI rappresenta sono stati il motore propulsivo della mia scelta a candidarmi. Intendo mettermi al servizio dei Soci con umiltà e spirito di collaborazione, mettendo a disposizione le competenze e le esperienze umane e professionali di una madre di famiglia, di un'imprenditrice, di un’alpinista.


In caso di elezione qual è l’obiettivo principale che vuoi raggiungere nel tuo mandato?

Bertan: Un obiettivo è troppo poco per la straordinaria ricchezza e per i tanti bisogni del CAI. In questi giorni che precedono l‘Assemblea di Napoli intendo inviare a tutti i Soci delle news che illustrano quelli che considero i problemi più importanti da affrontare, con le mie proposte d’intervento. Intendo inoltre riprendere e contribuire a dare maggior attenzione e soluzioni alle idee e concetti usciti dal 100° Congresso di Firenze e confermate nel documento delle priorità votato all’assemblea di Saint Vincent.

Franceschini: Io credo nel lavoro di squadra, e qualsiasi obiettivo io possa avere non ha alcun valore se non condiviso con gli altri Componenti del Comitato Direttivo Centrale. Certo, il primo obiettivo è proseguire nell’attuazione delle priorità che l’AD di Saint Vincent aveva indicato, ma quello a cui mi auspico di collaborare è un CAI attivo e vigile che si rimbocca le maniche e che si dà da fare, un CAI fatto di donne e di uomini che portano avanti e concludono gli impegni che si assumono, un CAI dove la dirigenza lavora per dare risposte concrete al territorio. Con meno burocrazia fine a sé stessa e più attenzione ai Soci e alle Sezioni. 


Come ti rapporti con le attuali politiche del CAI?

Bertan: Il CAI è costituito da molti Soci ma i volontari impegnati attivamente sono una piccola percentuale che cercano con grande passione di migliorare e potenziare costantemente il proprio settore di attività. Questo lavoro incessante che si ramifica su tutto il territorio nazionale sta dando dei buoni risultati, ma necessita di condivisione, di una guida e anche di strumento di supporto che oggi in alcuni settori sono carenti. Il CAI centrale si muove bene nei confronti del Governo e dei diversi Ministeri, oltre che con i Parchi. I Gruppi Regionali s’interfacciano spesso attivamente con le Amministrazioni regionali, come fanno pure le Sezioni con gli enti locali. La presenza sul territorio è buona, ma troverebbe ancora spazio di realizzazione se il CAI potesse contare su una maggiore attenzione da parte degli enti e su un maggior numero di Soci attivi e disponibili. Restano poi da curare i rapporti con gli altri club alpini.

Franceschini: Con la Presidenza Torti c’è aria nuova in Via Petrella; c’è voglia di fare, c’è dinamismo, c’è confronto, c’è attenzione verso le Sezioni e le Commissioni, c’è volontà di crescere e migliorare. Apprezzo molto che il trend in crescita del numero dei Soci non sia considerato il solo obiettivo delle politiche attuali, ma sia funzionale al desiderio condiviso di vedere il CAI attore e protagonista in tutte le problematiche connesse al governo del territorio montano. E’ dal confronto delle idee, su base critica e costruttiva, che nascono le grandi idee e i grandi progetti; il pensiero unico non aiuta la crescita del Sodalizio.


A maggio si conclude il primo anno della nuova presidenza, cosa secondo è andato bene e cosa invece sarebbe da migliorare?

Bertan: Il Presidente Generale Vincenzo Torti ha iniziato il suo primo mandato con grande impegno e una forte volontà di realizzare nuovi progetti, di risolvere annosi problemi, di incentivare le realtà del CAI che più ne hanno bisogno e più ne sono meritevoli. Credo si stia muovendo molto bene, anche ottimizzando parte dell’eredità di Umberto Martini. Il CAI, coi suoi 154 anni di storia, è frutto di un’evoluzione continua che comporta un costante impegno all’innovazione e al miglioramento. Se vogliamo restare al passo con una società in continua evoluzione dobbiamo saper evolvere anche noi, usando gli strumenti e i metodi più adeguati alle nostre finalità, soprattutto nel settore della comunicazione verso i Soci e verso la società esterna. Proprio perché la sfida è grande e gli obiettivi sono ambiziosi il PG ha bisogno di avere al fianco persone che sappiano sostenerlo ed aiutarlo, con consigli mirati e con capacità d’intervento.

Franceschini: Il CAI delle risposte improntato dalla nuova presidenza è stato l’elemento più positivo, l’avere affrontato e risolto questioni irresolute da anni l’altro. Ma ciò che come Consigliere Centrale ho più apprezzato in questi mesi è stata la capacità di ridare agli organi di governo il loro ruolo statutario e la loro identità, e di farli lavorare, o meglio galoppare, insieme. Cosa migliorare? Insistere sul processo di semplificazione, elaborare nuove strategie sulla comunicazione interna ed esterna, rivitalizzare i valori e l’etica dell’Associazione.

Sotto è scaricabile la tabella riepilogativa delle designazioni effettuate dai Guppi regionali (non tutti vi hanno provveduto).

Red

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