La Bandiera del CAI Sora sull'Himalaya

Il Socio Luca D'Intino ha compito la traversata himalayana di 300 km "Rolwaling – Phaphlu". "Una nuova generazione di giovani alpinisti si è ricostituita all’interno del CAI Sora, mantenendo uno stretto legame con la storia", scrivono dalla Sezione.

Luca D’Intino con la bandiera del CAI Sora

8 novembre 2019 - L’anno d’oro per l’alpinismo del CAI Sora termina con la bellissima traversata himalayana di 300 km “Rolwaling – Phaphlu” compiuta dal nostro socio Luca D’Intino, che sventola la nostra bandiera ai piedi dell’Everest, a quasi 6.000 metri d’altezza.

Questo il resoconto del viaggio:
«Abbiamo attraversato il Rolwaling, una delle valli più selvagge dell'Himalaya Nepalese, valicando il Thesi Lampcha Pass (5.800 mt), classificato fra i due passi più pericolosi e difficili della catena Himalayana Nepalese. Da lì ci siamo infilati nel più affollato Khumbu per passare il Renjo Pass (5.346 mt) e andare nella valle di Gokio per salire il Gokio Ri (5.346 mt), splendido belvedere su quattro 8.000 (Everest - Lothse - Makalu - Cho Oyu). Poi siamo ridiscesi e abbiamo lasciato il Khumbu evitando di tornare in aereo da Lukla (come fan quasi tutti) ma percorrendo per altri cinque giorni di lunga marcia e dislivelli nell'assai meno turistico basso Khumbu (la parte dove crescono gli Sherpa) fino ad arrivare a Paphlu dove ci han ripreso le jeep. Abbiamo terminato la traversata con il meteo e condizioni sfavorevoli (due giorni di bufera di neve a quasi 6000mt), l'unico rammarico è che a causa della troppa neve fresca (oltre un metro) e l'alto pericolo valanghe non abbiamo potuto salire i 450 metri che separavano il campo (Tesi Lampcha 5.800 mt) dalla Vetta del “Pacharme Peak” (6.250 mt). Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di questa grande avventura, ma la montagna ha deciso per noi. Da notizie confermate almeno fino al 25 ottobre tale vetta non è stata scalata da nessuno in questa stagione per le oggettive condizioni di pericolo descritte.
Orgoglioso di aver portato in vetta il vessillo del CAI Sora e del QDA facendoli avvicinare al nostro caro Alfredo Villa».

L’articolo 3 del nostro Statuto recita come primo scopo del sodalizio quello di “promuovere l’istruzione tecnica dell’alpinismo in ogni sua manifestazione”.  L’amore per la verticalità, per il vuoto, per le cenge, i ghiacciai, le creste e le pareti di roccia dove lo sguardo si perde nel cielo, ha contraddistinto fin da subito la vita della nostra Sezione creando nel corso degli anni uno dei primi gruppi d’alpinisti del centro d’Italia ed una Scuola d’Alpinismo Cai operativa dal lontano 1992.

Oggi, a distanza di anni, possiamo con orgoglio affermare che una nuova generazione di giovani alpinisti si è ricostituita all’interno del CAI Sora, mantenendo uno stretto legame con la storia. Molti degli alpinisti che hanno fatto grande la nostra Sezione non praticano più, ma la loro eredità continua a vivere nell’attività dei nostri soci che, con orgoglio e deferenza, sventolano la nostra bandiera sulle principali cime del mondo.

CAI Sora

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