La Conferenza stabile "7 Laghi" del CAI sull'Alpe Devero: in 100 per un messaggio di tutela

Il sepentone di escursionisti delle Sezioni varesine è salito sul Monte Cazzola lungo un itinerario naturale tra i più belli di mezza montagna, per rendersi conto dell'ambiguità dell'accordo per lo sviluppo turistico di una zona ancora incontaminata.

Un momento della salita

18 settembre 2019 - L’escursione intersezionale della 7 Laghi ha beneficiato quest’anno di una bella domenica di sole estivo nell’incanto dell’Alpe Devero. Questa splendida conca naturale, posta ad oltre 1600 metri di quota, che rientra nel Parco Regionale Devero-Veglia, definita “grande capolavoro della natura, perfetta opera d’arte,” da Luciano Rainoldi nei suoi numerosi scritti che l’hanno raccontata e fatta conoscere ad un pubblico numeroso, è tutt’ora un’ampia piana prativa adibita a pascolo.

Generazioni di alpigiani l’hanno bonificata, accudita  e salvaguardata edificando solo due nuclei storici seicenteschi, poche baite, alcune ancora integre, sui bordi della grande piana alluvionale. Qua e là, spontanee e naturali, nel prato sopravvivono plaghe giallastre di canne palustri, testimonianza antica di torbiere alpine ormai cosi rare nelle valli, propaggini settentrionali, della provincia del Cusio-Ossola, in alto Piemonte.

Questo luogo dell’anima, più che palestra per l’escursionista, al cospetto della Rossa e del Cervandone, svettanti a chiudere l’orizzonte nord, accoglie nei fine settimana in modeste strutture ricettive, chi è desideroso di spazi, di quiete, natura maestosa, e non disdegna di portarsi a casa un rinomato formaggio locale, sapientemente valorizzato e promosso negli ultimi anni.

Ma quel numeroso gruppo, ben più di cento, Soci Cai partecipanti, in rappresentanza delle Sezioni della provincia di Varese che formano la Conferenza Stabile 7 laghi, ha inteso dare alla tradizionale escursione di fine estate un grande valore di testimonianza e di sostegno fattivo a quest’alpe che, seppur affollata nelle belle giornate d’estate cosi come nelle domeniche invernali, quando abbondanti nevicate disegnano fantastiche quinte per ciaspolatori e scialpinisti, ha saputo conservare, con solo pochissimi alberghi e qualche casa di vacanza, oltre un modesto impianto di risalita per lo sci, una natura schiva e frugale, ben corrisposta dagli amanti della fatica così come da chi cerca silenzio e ristoro.

Raffaele Marini della TAM Piemonte e Roberto Andrighetto, Presidente della TAM Lombardia, hanno accompagnato in vetta al Monte Cazzola per un itinerario naturale di salita tra i più belli di mezza montagna, larici, rododendri, mirtilli e pascoli fin sulla cima, un numeroso serpentone di escursionisti, per lo più Soci dei Direttivi Sezionali, desiderosi di comprendere dall’alto, con una prospettiva chiara e visiva, il senso un po’ ambiguo dell’accordo territoriale d’intesa  stipulato l’anno scorso dalle amministrazioni locali con la società che gestisce gli impianti sciistici di San Domenico per uno sviluppo turistico di quest’area. I documenti dell’accordo sono disponibili sul sito internet della Provincia del VCO

I nostri accompagnatori, con garbo e obiettività hanno illustrato i contenuti di questo accordo nel quale, seppur con continui e generosi riferimenti al rispetto del territorio si evince la proposta di un modello di sviluppo che appare alquanto difficile se non insostenibile, anche economicamente, in un contesto ambientale nell’attuale scenario di accelerato cambiamento climatico.

Nuove strutture alberghiere, arditi e costosi impianti di risalita su versanti geologicamente fragili e tra i più nevosi delle Alpi, compresi tra San Domenico, l’Alpe Ciamporino  e il Devero, ci appaiono inadeguate se non si vuole snaturare del tutto un’area ancora incontaminata e selvaggia e trasformare, compromettendola nell’ennesimo scempio che sappiamo, dal passato recente, ha interessato località montane.

Renato Aggio, Presidente del Gruppo Regionale Cai Lombardia, lì presente ha cosi avuto modo d’ascoltare e raccogliere  l’esortazione affinché il Cai prenda una netta posizione dalla parte della salvaguardia e della tutela di questo territorio cosi prezioso e significativo per la difesa della montagna, nel rispetto di quei principi ben enunciati dal Bidecalogo del Cai.

Tra sbuffi di vapore e caldi squarci di sole, i partecipanti sono ridiscesi all’Alpe Devero dove una conviviale polentata presso il Rifugio Castiglioni del Cai ha concluso in amicizia e affettività la giornata.

Rodolfo Rabolini
Presidente pro tempore della Sezione Cai di Gavirate  e della Conferenza Stabile 7 Laghi

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