La denuncia del CAI Abruzzo in relazione agli incendi nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Un danno ambientale notevole "originato da un turismo di massa, incontrollato, disordinato, che in questi giorni si è riversato sulla piana di Campo Imperatore"

Foto di Filippo Di Donato, Presidente CAI CCTAM

8 agosto 2017 - Gli incendi che stanno devastando il patrimonio boschivo abruzzese, a Campo Imperatore i boschi della Catena Orientale del Gran Sasso, sono derivati dalla incuria, dal pressapochismo, dalla scarsa attenzione verso l’ambiente e la natura. Un danno ambientale notevole nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, originato da un turismo di massa, incontrollato, disordinato, che in questi giorni si è riversato sulla piana di Campo Imperatore. I danni non sono solamente ambientali ed economici, ma anche di immagine perché ad essere offuscata è la meraviglia senza tempo del Piccolo Tibet, paesaggio, come lo definiva Fosco Maraini, “da ascoltare e da osservare”. Paesaggio violentato, imbrattato, ed ora ferito dall’ignoranza e dalla superficialità di gruppi incontrollabili e non controllati. Una richiesta pressante e sentita va rivolta alle Istituzioni, agli Enti che hanno l’obbligo, il dovere di regolamentare, controllare ed educare. Il CAI da sempre si adopera, con il CEA "gli aquilotti", le Sezioni e le Commissioni per l’Educazione Ambientale e le Istituzioni lo tengano nel dovuto conto, promuovendo e rifinanziando le iniziative con le Scuole. Il CAI è formazione, prevenzione, informazione. Oggi per gli incendi, domani per gli incidenti in montagna.

Gaetano Falcone - Pres. CAI Abruzzo

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