La protesta dei pesci fiume: "centraline o torrenti? Basta incentivi"

E' questo lo slogan per la Giornata di mobilitazione nazionale di oggi. “La protesta dei pesci di fiume è a difesa dei corsi d'acqua minacciati dalla costruzione di “mini centrali idroelettriche”. Tema caro anche al CAI.

25 gennaio 2020 - Oggi si svolgono in tutto l’arco alpino una serie di raduni e manifestazioni di protesta e flash mob promossi da associazioni ambientaliste, sportive, di tutela della montagna, e da numerosi comitati locali di cittadini per ribadire che non ha più senso economico incentivare il mini idroelettrico; ogni ulteriore prelievo nei corsi d’acqua montani è solo un danno ambientale.

Sul tema Idroelettrico e Montagna il Cai Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano ha tenuto il 16 giugno 2018 un Convegno pubblico e Aggiornamento Nazionale per operatori con relazioni e documento conclusivo scaricabili come Quaderno Cai Tam n.9.
L'azione del Cai considera le linee di indirizzo del documento di autoregolamentazione Cai “Nuovo Bidecalogo” (in particolare ai punti: 2 il territorio, il paesaggio, il suolo - 5 impianti industriali, cave, miniere, prelievi fluviali, sfruttamento del suolo, impianti idroelettrici – 7 fonti di energia rinnovabile) e coerentemente all’Appello nazionale per la salvaguardia dei fiumi del 2014, sottoscritto dal Cai;

Il proliferare di nuovi impianti idroelettrici in montagna è un’emergenza ambientale da affrontare urgentemente. Le relazioni e le comunicazioni hanno messo in luce quanto sia contraddittorio incentivare una scarsa produzione energetica di notevole impatto sulla naturalità dei corpi idrici, rispetto al bisogno di conservare acqua, biodiversità e paesaggio montano, anche per altre forme d’uso, turistiche, di qualità e sostenibili. La tutela dei fiumi, sempre più inderogabile, è affidata a norme spesso rese inefficaci proprio dalle pressioni speculative alimentate dagli stessi generosi incentivi. Gli effetti dei cambiamenti climatici, di cui il Cai ha consapevolezza, incidono sul sensibile ciclo idrologico e sulla risorsa idrica costituita dai ghiacciai alpini, in forte riduzione e a rischio di esaurimento nella loro funzione di volano idrico, così preziosa nei periodi siccitosi. La diffusa impiantistica idroelettrica montana di piccola taglia, costituita da migliaia di realtà di modesta produzione non giustifica i danni ambientali e non raccoglie le indicazioni di sostenibilità delle politiche energetiche e ambientali dell’Unione europea.
Con le iniziative di informazione e presenza in oltre un centinaio di fiumi e torrenti dell’arco alpino le associazioni ed i comitati chiedono al Ministero il rispetto delle condizioni di maggior tutela delle acque montane, nell’ambito dell’attuazione della Direttiva europea Acque.

Come simbolo della giornata di mobilitazione, “la protesta dei pesci di fiume”, è stato scelto il cottus gobio, comunemente detto scazzone, pesce d’acqua dolce di piccole dimensioni, diffuso in larghi areali europei, la cui presenza indica qualità delle acque, che vuole limpide, fredde, rapide e ben ossigenate. In Italia è minacciato dalle opere di regimazione idraulica e di eccessiva captazione idrica e dall’abbassamento del livello delle acque.

Filippo Di Donato
Rappresentante Cai nel CD Federparchi  

Segnala questo articolo su:


Torna indietro