La Sat porta la montagna a scuola

Durante il congresso a Fondo di domenica 25 ottobre 2015, sottoscritta un’intesa con la Provincia di Trento per educare i ragazzi.

Il Congresso SAT di Fondo

La Sat per il centoventunesimo Congresso è tornata per la quinta volta in alta Val di Non, a Fondo, e non poteva essere diversamente dato che il tema scelto parlava di “giovani e montagne”. Perché è all'interno della Sat di Fondo che alla fine degli anni '70, soprattutto grazie a Bruno Battisti, nacque il primo gruppo di Alpinismo Giovanile del Trentino, poi seguito da molti altri.

Oggi i satini sotto i 18 anni sono 3700. Il Congresso al Palanaunia ha concluso una riflessione e un dialogo molto aperto e a vari livelli con le realtà giovanili e il loro rapportarsi alle terre alte, passando attraverso ripetute occasioni nelle quali i giovani hanno potuto esprimere la loro idea di montagna. Sorprendendo gli stessi organizzatori ciò è avvenuto con un contributo decisamente originale, di spessore e assolutamente non scontato, manifestando una sensibilità molto forte verso le tematiche della montagna e della sostenibilità, che ha smantellato con la freschezza di pensieri e ragionamenti tanti stereotipi, in primis quello di una gioventù “sdraiata”.

Lo ha sottolineato bene Marco Romano curatore del libro che non a caso aveva lo stesso titolo del Congresso “Giovani@Montagne: mondi da esplorare”, frutto di una forte sinergia fra la Sezione Sat di Fondo e il mondo scolastico locale, l'Istituto Comprensivo di Fondo. Una pubblicazione che ha raccolto tanti modi di pensare, immaginare, rappresentare la montagna, una infinità di spunti anche per attività e iniziative future. Giovani che proprio qui in alta Val di Non manifestano una fidelizzazione molto alta al loro territorio come ha sottolineato Annibale Salsa, antropologo, sintetizzando l'indagine svolta tra circa 500 giovani dell'Istituto.

Dai giovani al ruolo dell'associazionismo, Salsa ha ricordato che quest'ultimo non deve togliere autonomia agli insegnanti, ma deve contribuire alla loro formazione, per conseguire una perfetta integrazione di conoscenze trasmesse da famiglia, docenti, associazioni, condizione per avere giovani e domani cittadini, consapevoli del loro territorio.

La sfida è però trovare anche i linguaggi più adatti e più in sintonia con i giovani per dialogare e per trasferire questi valori, e soprattutto ascoltare le loro esigenze fino a capovolgere il ruolo adultocentrico degli stessi accompagnatori del Cai-Sat. Carlo Plaino, responsabile formazione AG del Cai ha così spiegato il lavoro svolto con i giovani nel corso di una serie di incontri preparatori al Congresso coinvolgendo anche realtà giovanili esterne alla Sat.

Visioni e richieste formulate dai giovani e sintetizzate in un documento operativo per le Sezioni Sat e Cai dove si parla del rapporto con le Scuole, di rafforzare l'offerta esperienziale delle escursioni, della necessità di una “educazione tra pari” (giovani più preparati che possono coinvolgere meglio altri giovani), di migliorare la formazione degli accompagnatori.

Il presidente Claudio Bassetti ha quindi sottolineato il lungo cammino e l'esperienza maturata in Sat con i giovani. «Abbiamo già definito delle priorità, per esempio vogliamo creare occasioni per coinvolgere anche le famiglie, per far vivere insieme ai ragazzi queste esperienze, ma anche aprire nuove collaborazioni con le scuole. Il protocollo che oggi firmiamo con la Provincia e con il presidente Rossi è il riconoscimento alla Sat di un ruolo di formatore in questo ambito. E proprio perché il capitale umano è decisivo anche per il futuro della montagna, auspichiamo per il volontariato maggiori semplificazione e meno burocrazia».

Fonte: Trentino

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