L'Appennino Tosco Emiliano Riserva MAB UNESCO

La cerimonia si è svolta domenica 13 dicembre 2015 a Bologna. Ha ricevuto la pergamena il Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano, in rappresentanza di un territorio che si estende anche oltre i suoi confini.

La sala di Palazzo D'Accursio, Bologna

L'Appennino Tosco Emiliano è ufficialmente Riserva dell'Uomo e della Biosfera dell'UNESCO. La cerimonia si è svolta il pomeriggio di domenica 13 dicembre 2015 a Palazzo D'Accursio, Bologna. Protagonisti sono  stati il rappresentante dell’UNESCO Pypaert, il Ministro dell’Ambiente Galletti, il Presidente della Regione Emilia Romagna Bonaccini, l'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Presidente del Parco dell'Appennino Tosco Emiliano Fausto Giovanelli. Presenti in sala, in rappresentanza del CAI, il Vicepresidente generale Paolo Borciani e il Presidente del CAI Emilia Romagna Vinicio Ruggeri.

Il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano ha ricevuto la pergamena di riconoscimento, non in rappresentanza di sé stesso, ma di un territorio 10 volte più ampio che include ben 38 comuni emiliani e toscani, da Canossa a Fosdinovo, da Castelnovo Garfagnana a Langhirano.
E’ in altre parole l’Appennino - non il Parco - che diventa "riserva mondiale dell’uomo e della biosfera",  luogo dove – parole UNESCO- “combinando scienze naturali e sociali, economia e formazione, si promuovono approcci innovativi e uno sviluppo economico sostenibile nel pieno coinvolgimento delle comunità locali”. 

“La nostra soddisfazione deriva soprattutto dalla consapevolezza della portata della sfida e dall'impegno per una assunzione di responsabilità. Non si tratta di un successo effimero, ma di un valore destinato a essere coltivato e produttivo a lungo, negli anni”, afferma il Presidente Giovanelli.

Il Presidente sottolinea l'importanza del “valore promozionale/pubblicitario dell’iscrizione a una Rete Mondiale, il valore sconosciuto e sottostimato non del riconoscimento in sè, ma dei cento “perché” del riconoscimento contenuti nel documento di candidatura promosso a Parigi; e infine il “consensus” vasto realizzato tra comuni, regioni, scuole, università, camere di commercio, associazioni professionali, culturali, cittadini singoli su una visione che è in sé una novità culturale e politica”.

“Per l’Appennino è un salto di qualità e di paradigma nel percepirsi e nel proporsi: da luogo sfortunato e periferico da assistere, a territorio con propria personalità ed eccellenze, che partecipa e compete nelle sfide della globalizzazione con una propria capacità attrattiva e creativa – conclude Giovanelli -  Le ferite di decenni di sconfitte e di abbandono non sono cancellate: un territorio tormentato dalle frane e dal dissesto, con rete infrastrutturale viaria e web del tutto inadeguata, perdita grave di risorse umane, tentazione di omologazione o rassegnazione. Tutto questo c’è ancora. Ma c’è anche, con MAB UNESCO, l’autorevole riconosciuta messa in campo di una forza e di approccio nuovo per affrontare vincere le vecchie e le nuove sfide dell’Appennino che può farcela”.

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Red

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