L’Aspromonte in cammino tra nuovi e antichi passi.

E' uscito Antichi passi” di Domenico Minuto e Alfonso Picone Chiodo, che ripercorre il cammino di quattro viaggiato medievali, illustrando i luoghi con abbondanza di particolari su paesaggi, manufatti e toponimi.

La copertina del libro

18 aprile 2018 - Dal connubio tra il prof. Domenico Minuto e il dott. Alfonso Picone Chiodo, nasce “Antichi passi” (2018), edito da Città del Sole Edizioni.

Il prof. Domenico Minuto, altissimo conoscitore della civiltà bizantina, ha indirizzato le sue ricerche in particolare sull’architettura religiosa, sui monasteri e sui santi bizantini calabresi, interessandosi anche della cultura dei Greci di Calabria. È membro della Deputazione di Storia Patria per la Calabria e socio dell’Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini” di Palermo.

Alfonso Picone Chiodo, agronomo presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea degli Studi di Reggio Calabria, è stato tra i primi nel Meridione d’Italia a promuovere l’escursionismo fondando importanti associazioni (Gente in Aspromonte, A.I.G.A.E., ecc.). Attivo nel Club Alpino Italiano, già  presidente della sezione reggina ricoprendo incarichi in ambito nazionale.

Gli autori ripercorrono attentamente il cammino di quattro antichi viaggiatori che si inoltrano, tra il tardo Trecento e i primi decenni del XVII secolo, in un selvaggio Aspromonte, cercando di interpretarne il tragitto ed illustrando i luoghi con abbondanza di particolari su paesaggi, manufatti e toponimi.

I passi sono di un noto personaggio medievale. Di un religioso inviato in missione dalla Santa Sede che va esaminando gli ultimi e desolati resti di una civiltà monastica che aveva fatto pulsare di umanità tutta quella montagna. Di un secondo inviato che sembra coglierne gli ultimi respiri. Di un arcivescovo in visita pastorale che percorre il territorio con zelante e diligente austerità.

L’itinerario proposto è un viaggio nel tempo, fisico e spirituale, ma è anche la scoperta del territorio aspromontano di oggi, tra fitti boschi, dirupi, fiumare e suggestivi  panorami, in un equilibrio armonico di forme e colori. Lo stretto legame tra passato e presente diventa così un punto di forza, una premessa per il futuro, che custodisce il rapporto tra l’uomo e l’ambiente, tra la cultura e il territorio. Come ammonisce un calabrese illustre, lo scrittore Corrado Alvaro, su una civiltà che scompare bisogna conservare "il maggior numero di memorie", e il modo migliore per farlo è quello di mettersi sulle tracce di chi ci ha preceduto per seguirne le orme.

Barbara Cutrupi
CAI sez. Aspromonte Reggio Calabria

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