"Le acque del Gran Sasso non sono al sicuro"

Questa la denuncia rilanciata dall'incontro CAI - Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso del 23 marzo 2018 su prevenzione, inquinamento e trasparenza e rilanciato nell'Assemblea CAI Abruzzo di ieri a Pescara.

I cartelli denuncia dell'Osservatorio a Teramo

9 aprile 2018 - Il peccato originale è grande e ha danneggiato un sistema acquifero tra i più importanti d'Italia.
Il capitale naturale è stato fortemente depauperato. La realizzazione dell'uomo è stata invasiva con le due canne autostradali di 10 km e i cameroni del Laboratorio di Fisica che hanno praticamente "bucato" e "messo a nudo" il grande serbatoio idrico. Il massiccio montuoso del Gran Sasso d'Italia è stato attraversato nel tratto più ampio e più complesso nella sua formazione.

Tutto questo è emerso con chiarezza nell'incontro Cai nazionale - Osservatorio indipendente Acqua del Gran Sasso tenutosi al Cai di Teramo, lo scorso 23 marzo, in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua su prevenzione, inquinamento e trasparenza.

Superficialità è assenza di visione hanno originato in Abruzzo una situazione di notevole pericolo con gravi episodi di inquinamento già accaduti. Sono 700.000 i cittadini che il Gran Sasso disseta. L'acqua è risorsa insostituibile alla vita e non possiamo più permetterci di sciupare nemmeno un litro di acqua potabile. Tra gli obiettivi di Agenda 2030 l'accesso all'acqua per tutti.

Nel 2008 decisivo fu l'impegno anche del Cai contro la realizzazione del 3° tunnel autostradale.
L'incontro di marzo a Teramo ha posto le basi anche per una mirata collaborazione sul tema Gran Sasso tra CAI e Società Geologica Italiana (SGI), associazioni accomunate nella fondazione dal fecondo Quintino Sella.

Dalla serata di lavoro sono emerse più indicazioni e necessità per l'altissima vulnerabilità ambientale dei luoghi interessati:
- trasparenza e accesso all'informazione dei dati sensibili dagli Enti coinvolti, iniziando da Regione Abruzzo;
- partecipazione ai tavoli di concertazione tra gli Enti interessati;
- tutela dal rischio inquinamento con le procedure per la messa in sicurezza;
- attenzione anche al rischio sismico per la presenza di una faglia prossima al Laboratorio;
- consapevolezza che il sistema geologico del massiccio è complesso, con un'altrettanta complessa situazione idropotabile, quindi va posta attenzione alla geodiversità;
- impegno per il riconoscimento del Geoparco Unesco;
- rilancio della collaborazione tra CAI e SGI;
- incontri seminariali Cai-Tam che avvicinino alla cultura scientifica che sia ambientale, sociale ed economica.

Filippo Di Donato
Presidente CCTAM CAI

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