Piermauro Reboulaz: "Torneranno i prati. Le montagne sanno aspettare"

Anche il presidente del CAI Val d'Aosta ha fatto suo l'appello del Club Alpino Italiano. "Essere soci significa anche dimostrare senso di responsabilità"

Piermauro Reboulaz

27 marzo 2020 - L’ultimo film di Ermanno Olmi si intitola “Torneranno i prati” èd è ambientato in una trincea della prima guerra mondiale. La pandemia di coronavirus non è una vera e propria guerra ma gli effetti sono molto simili. Le persone si nascondono in luoghi sicuri (le case) e soprattutto devono evitare di frequentare iniziative che prevedono la partecipazione in gruppo. In generale, è necessario evitare di frequentare la montagna per non incorrere in incidenti “e sovraccaricare il sistema sanitario”, scrive il Presidente del CAI Valle d’Aosta Piermauro Reboulaz.

“Le montagne sanno aspettare, dice il CAI centrale e io non posso che fare mio l’appello del Club alpino”, spiega Piermauro Reboulaz a Lo Scarpone. “Abbiamo evidenze scientifiche che ci chiamano tutti ad una consapevole assunzione di responsabilità nei nostri ambiti d’azione. Aderire ad un’associazione non può limitarsi al versamento della quota annuale, ma dovrebbe - deve - anche contemplare l’adesione ai principi ispiratori che sono posti alla base; essere socio CAI, non solo un iscritto, implica il far parte di un Ente più ampio inserito nel consesso civile globale”, scrive lo stesso Reboulaz in un appello inviato alla stampa locale. “Con il mio appello ho voluto sollecitare i soci a rispettare le regole suggerite dalle autorita. Allo stesso tempo, dimostrare un senso di responsabilità rappresenta anche l’essenza dell’essere soci”, continua ancora Reboulaz.

Allo stesso tempo, da amante delle sue montagne, Reboulaz mostra un po’ di rammarico quando ricorda che “in quest’ultimo periodo si sono verificate condizioni nevose ottimali e per quanto riguarda lo sci alpinismo sarebbe stata una stagione invernale meravigliosa”. Ma le montagne e la natura non hanno bisogno della nostra presenza e soprattutto sanno aspettare”, conclude.  Proprio come il film del maestro Olmi, torneranno i prati e saranno più belli di prima.

Marco Tonelli

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