Le responsabilità degli Accompagnatori del CAI: se ne è parlato in Alto Adige

La serata è stata organizzata dal CAI Appiano per i Titolati del CAI Alto Adige. Proiettati spezzoni dell'intervento del Presidente generale Vincenzo Torti nell'appuntamento nazionale di Pordenone dei mesi scorsi.

La platea della serata

19 maggio 2017 - Il tema delle responsabilità nell’accompagnamento in montagna, rappresenta, specie negli ultimi anni, un argomento spesso dibattuto ed affrontato in appositi convegni dedicati alla materia. Quest’anno è ricorsa la quarta edizione della RAM (Responsabilità nell’accompagnamento in montagna) che il CAI centrale ha voluto come appuntamento periodico dove trattare l’argomento nei suoi vari aspetti, specie oggi che bisogna ad ogni costo trovare per forza.. un responsabile.

La Sezione CAI di Appiano del CAI Alto Adige ha pensato quindi di riproporre i temi di questo importante Convegno nazionale in sede locale per gli Accompagnatori titolati e non della propria e delle altre Sezioni del CAI Alto Adige. Particolarmente interessante l’articolazione della serata presentata dal nostro Accompagnatore nazionale Filippo Cecconi, istruttore della Scuola di Escursionismo che ha svolto i compiti di moderatore e presentatore dei  vari interventi che si sono succeduti. 

La materia, seppure alle volte possa apparire un po’ ostica, ha trovato qui una sua pratica guida alla comprensione delle dinamiche e dei rapporti fra i soggetti e dei loro ruoli nel rapporto di accompagnamento.  E’ stato presentato uno spezzone di filmato derivato dai vari interventi di Pordenone da parte del Presidente generale del CAI avv. Vincenzo Torti, da sempre molto attento e propositore delle buone pratiche nell’escursionismo e che ha riassunto nel suo insieme i ruoli, i compiti, i diritti ed i doveri di chi accompagna e di viene accompagnato.

E’ seguita una presentazione sulle responsabilità di Filippo Cecconi inerente le possibili fonti ed origini di responsabilità, le dinamiche degli attori in causa, le differenze fra accompagnamento volontario e professionale, le cose da fare e non fare, il comportamento del buon padre di famiglia. E’ stato ribadito anche che affidarsi ad un accompagnatore non significa soltanto contare sull’affidamento e sul dovere di protezione, ma significa anche assumersi una parte di responsabilità e di comportamento da garantire a chi ci accompagna al fine della migliore riuscita dell’escursione.

Al termine di questi due interventi è stato dato apposito spazio a domande e risposte, come a problematiche su casi concreti, che sono in definitiva i dubbi che si pongono giustamente gli accompagnatori specialmente quando alle prime armi. Alla fine si è anche visto che per incorrere in responsabilità legali bisogna di fatto compiere atti riconducibili a negligenza, imprudenza, imperizia ed inosservanza di leggi e regolamenti, tutte cose che di norma un buon Accompagnatore non compie. Con questo messaggio dunque si sono smorzate certe incomprensibili paure e incentivato i giovani ad intraprendere senza paura la loro “mission” di volontariato nel CAI.

Il direttivo del CAI Appiano

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