L'Incontro dell'Amicizia delle Genti del Rosa per i 70 anni del CAI Gressoney

La Sezione ha organizzato il 7 luglio 2018 l'annuale appuntamento al Passo dei Salati (2890 slm). I partecipanti hanno effettuato una visita guidata all'Istituto Angelo Mosso, che studia gli effetti della quota sugli esseri viventi.

Gli stendardi delle Sezioni partecipanti

12 luglio 2018 - Una splendida giornata, caratterizzata da un buon soleggiamento e da un innevamento ancora assai discreto, ha fatto da cornice al trentasettesimo Incontro dell'Amicizia delle Genti del Rosa, che si è svolto quest'anno, organizzato dalla Sezione CAI di Gressoney, all'Istituto Mosso presso il Passo dei Salati (2890 slm), in Comune di Gressoney-La-Trinité, il 7 luglio scorso, alla presenza di una folta rappresentanza di molte Sezioni CAI ed A.N.A., recanti ciascuna i rispettivi gagliardetti. In quest'occasione sono così stati celebrati in modo molto discreto anche i settant'anni della fondazione della Sezione di Gressoney del Club Alpino Italiano.

La fattiva collaborazione del Dipartimento di neuroscienze dell'Università di Torino ha consentito inoltre a tutti gli intervenuti di poter essere condotti ad una visita guidata all'Istituto Angelo Mosso, inaugurato il 27 agosto 1907, e sorto per studiare, soprattutto in campo medico, gli effetti della quota sugli organismi viventi: parecchi sono ancora gli strumenti di antica fattura ivi presenti, scampati fortunatamente al rovinoso incendio del giugno 2000, che portò alla quasi distruzione dell'intero edificio.

La mattinata libera, dedicata all'accoglienza dei convenuti ed alle visite all'Istituto scientifico, è stata seguita dalla Santa Messa, concelebrata da una mezza dozzina di sacerdoti fra i quali si riconoscevano i parroci di Gressoney, Alagna e Campertogno e presieduta da Sua Eccellenza Monsignor Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara, nella cui diocesi ricade la Cappella dell'Istituto Mosso. Quest'edificio sacro, costruito in soli quaranta giorni nel 1937 su progetto dell'Ing. Annibale Rigotti (colui che realizzerà poi il palazzo a Vela di Torino) e fortemente voluto dal sacerdote —scienziato padre Agostino Gemelli, che guidò I'Università Cattolica del Sacro Cuore e a cui è intitolato l'Ospedale romano non lontano dalla Santa Sede, è dedicato alla Beata Margherita di Savoia, vissuta fra il 1382 e il 1464 e venerabile ancor oggi ad Alba.

Una breve ed assai piacevole omelia ha fatto riflettere sulla figura di San Bernardo, patrono degli alpinisti e sulle montagne, considerate, soprattutto in passato, non come barriera ma come cerniera di unione fra le popolazioni (anche nell'antichità i confini, ricordiamolo, erano segnati non dai monti bensì dai corsi d'acqua); una buona rappresentanza della "schola cantorum" di Saint Jean accompagnata dall'organista con tastiera campionata, ha animato la celebrazione liturgica, interpretando eccellentemente la messa tedesca di M. Haydn e due classici brani alpini di B. De Marzi: "sempre più in alto" si potrebbe dire a proposito di questo gruppo di cantori!

Una squisita e molto apprezzata polenta concia, unita a un buon bicchiere di vino rosso, cotta e distribuita dai componenti del direttivo sezionale ha rifocillato tutti gli alpinisti presenti, che hanno molto gradito il gustoso alimento.

Giova qui ripercorrere brevemente le motivazioni della creazione di questa piccola sezione del CAI, fondata nel 1948 per volontà di un gruppo di illuminati gressonari desiderosi di legare indissolubilmente Gressoney all'alpinismo organizzato e di valorizzare in tal modo, con giusto orgoglio, la tradizione alpinistica locale, celebrando così degnamente il centosettantesimo anniversario della prima ascensione sul Monte Rosa nel 1778 da parte di un gruppo di sette intraprendenti locali scalatori, animati da un appassionato intento di scoperta, che per primi si affacciarono dalla "Roccia della Scoperta" sulla "Valle Perduta", della quale si fantasticava l'esistenza da tempo immemorabile. Questa Sezione ha comunque ancora oggi la gestione di tre bivacchi (Lateltin, Gastaldi e Cravetto), utili per alcune belle ascensioni.

A corollario della giornata del 7 luglio segnaliamo infine la mostra, organizzata in collaborazione con la nostra Sezione su "I Pionieri del Monte Rosa" (a ricordo dell'ascensione sopra menzionata alla "Roccia della Scoperta"), due serate di conferenza sul tema della montagna e dei primi scalatori a cura di Pietro Crivellaro (accademico CAI e giornalista del Sole 24 Ore) e naturalmente la consegna ai soci venticinquennali delle spille d'oro.

Nicola De La Pierre

Segnala questo articolo su:


Torna indietro