“Lou Viol de Valter” nel Vallone di Rodoretto, Val Germanasca. Il Gruppo Escursionismo TAM di CAI Uget e CAI Torino partecipa numeroso all'Intersezionale piemontese

Domenica 17 giugno 2018 35 soci torinesi, su 170 partecipanti totali, hanno percorso un anello nella Val Germanasca, ampliando la conoscenza del proprio territorio. Ha organizzato la Sezione CAI locale.

Uno scatto della giornata

20 giugno 2018 - Domenica 17 giugno l’Intersezionale Regionale di Escursionismo, organizzata dalla sezione CAI Val Germanasca in occasione del cinquantesimo, ha riunito molti Soci CAI in questa piccola e remota valle, sconosciuta ai più. Si trova a pochi chilometri di distanza da Prali, di cui Rodoretto ora è frazione: la valle, laterale sinistra del Chisone, ha un accesso tortuoso. Si apre, un poco, prima di Chai e Rodoretto.

È facile qui capire le tante ragioni dello spopolamento della montagna, e immaginare le fatiche per vivere, in ambienti oggi così belli e affascinanti per noi che li percorriamo per diletto e in un giorno di sole. I versanti della montagna scoscesi, i pascoli strappati ai boschi, i coltivi in pendenza, gli inverni rigidi: tutti fattori che hanno reso ben dura la vita. Ma anche la serenità dei ragazzini di appena qualche decennio fa (come ci ha raccontato la maestra a Chandermant) che, badando alle mucche, si ritagliavano la possibilità di giocare con poco in un ambiente severo, ma amico.

La presenza di rappresentanti di numerose sezioni CAI piemontesi ha affollato questi luoghi. I trentacinque amici del Gruppo Escursionismo TAM (CAI Torino e CAI Uget), giunti all’appuntamento in autobus e salutati da una capretta curiosa, si sono uniti al gruppo, circa 170 persone in totale, sulla piazza della frazione Chai. Dopo i saluti di rito, l’escursione ha inizio attraversando l’abitato di Rodoretto, per raggiungere Bounous e il belvedere di Chandermant con la gradita fontana. Il sentiero sale tra verdissimi prati e boschi costeggiati di fiori. Notevole la presenza di maggiociondolo, della clematide, dei gigli di San Giovanni e dei gigli martagoni ancora in boccio, oltre a vari tipi di orchidee.

Superati i tratti attrezzati, il percorso in cresta raggiunge Fetulà, 1985 m. Sosta per il pranzo. Le condizioni meteo sono favorevoli, il sole splende, il caldo è un poco afoso, ma, dopo tanta pioggia e gite annullate per il maltempo, non ci si può proprio lamentare. Qualche nuvola raffredda l’aria, ci si copre per ascoltare l’intervento, molto interessante, sulle “fate” e le storie relative.

Si scende a valle: il sentiero è ripido, ma il fondo ammortizza il passo e non si fatica più di tanto. Si supera la Roccho de la Fenetra, abitazione delle “fate”, secondo la leggenda. In basso fanno tenerezza gli agnellini appena nati, che stupiti si lasciano fotografare. Si chiude l’anello rientrando a Rodoretto. Il museo è aperto, ma l’interesse prioritario di tutti è rivolto al sagrato della chiesa, dove gli amici del CAI Val Germanasca hanno imbandito un vero e proprio banchetto, ricco di golosità. Si mangia, si beve, si chiacchiera nell’atmosfera rilassata, dopo una bella escursione e tra amici che condividono le stesse passioni. La visita al museo è molto interessante; gli attrezzi, gli utensili del vivere quotidiano suddivisi per ambienti ricordano ai meno giovani particolari dell’infanzia a volte dimenticati, le spiegazioni sono dettagliate. I saluti e i sinceri ringraziamenti da parte di tutti i partecipanti concludono questo incontro. Il bilancio della giornata è molto positivo.

Abbiamo ampliato la conoscenza del nostro territorio, in un contesto di amicizia e solidarietà che spesso non fanno più parte dei nostri giorni. Un ringraziamento particolare a tutti gli organizzatori: non facciamo nomi per non rischiare di dimenticare qualcuno….

Le Sezioni CAI presenti: Ovada - Val Pellice - Pinerolo - Cumiana - Rivarolo - Chivasso - Pinasca - Val Germanasca - CAI Torino con le Sottosezioni: GEB, Settimo Torinese e UET- CAI Uget Torino. È intervenuta anche l’associazione “Le Ciaspole”.

Daria Fava (Gruppo TAM)

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