Majella, un sentiero che obbliga il raccoglimento

Con un Socio CAI in cammino da Fonte Tettone (Majelletta) a Fonte Centiata, in un ambiente mistico, costellato da eremi, nei luoghi di Pietro da Morrone, papa Celestino V.

Segnaletica lungo il percorso

16 agosto 2018 - Finalmente la temperatura si è abbassata e l’afa è diminuita. Mentre si cammina si respira un profumo gradevole di erba bagnata, grazie alla pioggia. La scelta è per un sentiero lungo ma non difficile. Da “Fonte Tettone” (1654 m), in località Majelletta a “Fonte Centiata” (1618 m) seguendo il Sentiero B1. Il percorso assicura meditazione per la misticità del luogo dove è vissuto Pietro da Morrone, papa Celestino V, che rinunciò al papato dopo 5 mesi di pontificato, il 13 dicembre del 1294.

È obbligatorio fermarsi ed osservare con attenzione l’Eremo di Santo Spirito, quasi incollato su una parete di roccia del vallone di Santo Spirito e, si cerca di capire, come ha fatto Pietro da Morrone a trovare anche altri eremi, come l’Eremo di san Bartolomeo in Legio e l’Eremo/Grotta di San Giovanni, poco distante.

Questa zona è un luogo mistico circondato dal silenzio. Il sentiero a “mezza costa”, sempre sui 1700 metri di dislivello, propone un panorama infinito. Ad Est il mare, poi le cime della Majella, il Morrone, il Gran Sasso, il Sirente. Si cammina su molti prati con erba alta. Una volta questo territorio era abitato dai pastori, per la ricchezza di acqua e ripari.

La Fonte Centiata (da informazioni toponimo di fonte recintata), era abitata da un pastore. A pochi metri dalla fonte, su un terrazzo ormai non più visibile per l’erba alta, c’è una roccia piatta adattata come tavolo, con le panche sempre di roccia, che oggi offre all’escursionista riposo, un posto tranquillo per mangiare il panino e per rilassarsi dalla vita cittadina.  Un esempio della vita pastorale sono le pozze scavate nella roccia, che si incontrano sul sentiero. Riempiti dalla pioggia, servivano ai pastori per bere, anche se non lontano c’era la sorgente.

Ho immaginato che Pietro da Morrone sia stato aiutato nel cibo dai pastori, almeno per sei mesi l’anno. Ma in Inverno cosa mangiava?  Nella fitta faggeta della Valle Buglione, è interessante vedere la “Liscia” … un dirupo molto grande, così chiamato per il suo aspetto. Tornando indietro, una breve sosta al Rifugio Marcello Di Marco (1747 m) ed allo stazzo con una abbondante fioritura di Orapi (spinacio selvatico).

La presenza dei pastori è testimoniata anche da diverse capanne pastorali ed i recinti per gli animali. C’era una volta… (pastori, eremiti, viandanti). Oggi tutto è cambiato, ma almeno diamoci da fare per ricordare questi luoghi.

Difficoltà E
Durata 3 ore SENZA SOSTE
Dislivello 400 m
Distanza 10 km

Le foto sono visualizzabili qui.

Luciano Pellegrini
CAI Chieti

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