Marco Paolini e Gian Franco Bettin vincono il Premio Mario Rigoni Stern 2018 con il libro “Le avventure di Numero Primo”

Ricevono la menzione della giuria anche cinque volumi. 54 le opere presentate quest'anno, capaci di raccontare vari aspetti della montagna e delle Alpi. Premiazione il 24 marzo a Riva del Garda (TN).

"Le avventure di Numero Primo"

13 marzo 2018 - Oggi la giuria composta da Ilvo Diamanti, Paola Maria Filippi, Mario Isnenghi, Daniele Jalla e Paolo Rumiz, coordinata dalla giornalista Margherita Detomas, si è riunita al Muse, Museo delle scienze di Trento per decretare il vincitore dell'edizione 2018 del Premio Mario Rigoni Stern per la letteratura multilingue delle Alpi.
Il riconoscimento intitolato al grande scrittore italiano è andato a Marco Paolini e Gianfranco Bettin per l'opera “Le avventure di Numero Primo” (Einaudi) con la seguente motivazione:

La fantafavola di Marco Paolini e Gianfranco Bettin mette in scena un mondo futuro trasformato dalla biotecnologia in cui, però, l'intelligenza artificiale scopre di poter avere, senza saperlo, anche un cuore. In questa realtà la montagna preserva una sua irriducibile differenza rispetto a un mondo globalizzato, in cui Marghera e Venezia invadono la pianura fino alle Alpi e lo stesso mare perde la sua specificità. Dalla montagna viene alla luce Nicola, un Numero Primo come preferisce essere chiamato, lo strano e delizioso protagonista del libro. Emergendo da un ghiacciaio, la montagna è il rifugio dove lui, la capra bionica e Ettore, il padre adottivo, riparano nel momento del pericolo. E la montagna è dove muore Matilda – la “madre” – uscita vincitrice nella sua lotta per la preservazione dell'Uomo. In un rifugio di ghiaccio a chiusura del cerchio”.

La giuria del Premio Mario Rigoni Stern ha ricevuto quest'anno molti più libri che nelle precedenti edizioni, ben 54 volumi. In considerazione della originalità e varietà delle opere pervenute, ha quindi ritenuto opportuno portare eccezionalmente la rosa dei segnalati a cinque. Due volumi affrontano temi di particolare criticità della montagna oggi: la fragilità del suo paesaggio e la presenza di nuovi abitanti venuti da lontano. Tre invece con grande capacità narrativa raccontano la montagna passata e presente.
Le molteplici forme di “ritorno alla montagna” segnano i nostri anni e rinnovano anche la tipologia delle opere presentate al premio, non più marcate come segno troppo prevalente dalla nostalgia e dal rimpianto.
Le segnalazioni: AAVV, Per forza o per scelta. L'immigrazione straniera nelle Alpi e negli Appennini (Aracne), Antonella Tarpino, Il paesaggio fragile (Einaudi), Gaëlle Cavalié, Cent heures de solitude (Paulsen – Guerin), Ilaria Tuti, Fiori sopra l'Inferno (Longanesi), Massimo Bubola, Ballata senza nome (Frassinelli).

Raggiunti dalla notizia Marco Paolini e Gianfranco Bettin hanno dichiarato: "siamo onorati di questo premio e particolarmente felici di onorare a nostra volta Mario Rigoni Stern. Mario era un amico e un punto di riferimento umano, morale e culturale, ed è tuttora una fonte di ispirazione costante. La montagna che nel nostro libro raccontiamo con trepidazione per le sue sorti, insidiate dai mutamenti climatici e dallo spreco, dal dissesto prodotto da certi usi scriteriati, e con meraviglia per la sua bellezza perdurante, è quella che ci ha insegnato ad amare e rispettare, che ha insegnato a tutti ad amare e rispettare. E anche il cuore vivo della storia che abbiamo portato in scena e sulla pagina scritta, il luogo in cui Numero Primo viene al mondo e dove trova riparo, un'opportunità e un messaggio che valgono per tutti, proprio come Mario Rigoni Stern aveva detto con parole limpide e profonde, indimenticabili".

I premi e le segnalazioni saranno assegnati in occasione della cerimonia di premiazione del 24 marzo (ore 17) a Riva del Garda (TN).

Comunicato Premio Mario Rigoni Stern

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