Maria Teresa Cometto presenta alla SEM di Milano la straordinaria storia dei fratelli Squinobal

Arturo e Oreste Squinobal, falegnami e guide alpine di Gressoney, compirono imprese straordinarie fuggendo da riconoscimenti e vanità. Domani la presentazione della ristampa del libro a loro dedicato, "Due montanari".

La locandina della serata

5 giugno 2019 - Ci sono alpinisti che costruiscono negli anni il proprio mito. Altri invece, in particolare negli anni passati, divennero un mito proprio per la scelta di fuggire gli onori, di non salire sul palcoscenico dei riconoscimenti e della vanità.

Arturo e Oreste Squinobal, falegnami e guide alpine, furono a questo riguardo, due esemplari figure di montanari.
Nell’epoca d’oro dell’alpinismo italiano – quella dei Bonatti, dei Mauri, dei Cassin, dei Ferrari – compirono imprese straordinarie sulle Alpi, in Himalaya e in particolare sul Kangchendzonga, che Oreste salì nel 1982 senza ossigeno. Eppure rimasero sempre fedeli alle proprie radici. Avevano la loro bottega di falegnameria da mandare avanti. Avevano la loro valle di Gressoney da cui era così difficile staccarsi.

Oggi viene riproposta, edita da Corbaccio, la storia dei fratelli Squinobal, raccontata e pubblicata per la prima volta nel 1985 da Maria Teresa Cometto, che con loro ha scalato e che ha vissuto nella stessa valle. Una storia che mantiene intatti, a quindici anni dalla prematura scomparsa di Oreste, l’incanto e la forza esemplare di due vite vissute nel rispetto profondo per la montagna, maestra di rigore, ma anche fonte di libertà e di gioia.

Il libro della Cometto “Due montanari” viene proposto, fresco di stampa, arricchito da belle foto storiche e dalla postfazione di Paolo Cognetti, che visse anch’egli gli anni d’oro di quella valle.

La prima presentazione del libro, come sempre a ingresso libero, sarà al centro della serata di giovedì 6 giugno alla SEM di Milano, una sezione CAI che si distingue per la costanza della sua attività nella promozione dell’editoria di montagna.

Gabriele Zerbi

Segnala questo articolo su:


Torna indietro