Non solo sci per il rilancio del Corno alle Scale

Il Cai Bologna torna sul dibattuto progetto di collegamento Doganaccia-Scaffaiolo, richiamando la tutela dell'ambiente e la necessità di puntare su turismo lento e cultura locale.

L'area del Corno alle Scale

15 ottobre 2020 - "Il Cai Bologna sostiene con forza che ogni intervento relativo alla stazione sciistica del Corno alle Scale non possa prescindere dalla tutela dell’ambiente e del paesaggio montano, anche alla luce della presenza di due Parchi regionali, istituiti per preservare i fragili ambienti di crinale. I valori di tutela e promozione dell'ambiente montano sono infatti parte integrante della mission del Cai”.

La Sezione felsinea torna a intervenire sul dibattuto progetto di collegamento Doganaccia-Scaffaiolo, al quale in questi anni si è fermamente opposta. Nonostante ciò, ricordano dal capoluogo emiliano, “congiuntamente alla Sezione Cai Alto Reno e al Cai regionale, ci siamo comunque dichiarati disponibili a valutare progetti di razionalizzazione degli impianti esistenti che includessero il prolungamento della direttissima a monte con arrivo tra il Cupolino e lo Scaffaiolo e la dismissione dello skilift del Cupolino, da tempo non più in uso”.

Detto ciò il Cai bolognese ha esaminato il progetto presentato dal Comune di Lizzano in Belvedere a maggio di quest’anno, partecipando poi attivamente alla stesura delle Osservazioni presentate a giugno alla Regione Emilia-Romagna dal Cai regionale. Osservazioni che sollecitano:

- una maggiore attenzione all’inserimento delle nuove opere nel paesaggio;
- una puntuale verifica della stabilità dei versanti;
- che venga stralciata da tutti gli elaborati progettuali la previsione cartografica relativa ad un’area destinata alla realizzazione delle opere di collegamento a fune tra il comprensorio del Corno alle Scale e quello della Doganaccia;
- di escludere la realizzazione di nuove piste, incompatibili con le norme vigenti;
- che sia inserita nel progetto l’esplicita previsione della demolizione degli impianti da dismettere (seggiovia Direttissima e skilift Cupolino), la loro completa rimozione e la realizzazione di opere di rinaturazione delle aree interessate; dovranno inoltre essere inserite nel quadro economico le relative voci di spesa e le fonti finanziarie con cui farvi fronte;
- che nel progetto sia prevista una complessiva riorganizzazione del comprensorio che tenga conto anche delle attività escursionistiche sia estive che invernali, nonché dello scialpinismo, individuando puntualmente eventuali possibili interferenze con le piste da sci e gli impianti di risalita; tali criticità dovranno essere risolte tramite adeguate opere e idonea segnaletica.

L'auspicio, dunque, è che si vengano a creare utili sinergie con il Comune di Lizzano in Belvedere, gli Enti di gestione dei Parchi e il Gal per fa sì che, evidenzia la Sezione, “lo sviluppo turistico dell’Appennino sia improntato a criteri di sostenibilità, non basandosi quindi solo sullo sci, anche alla luce degli innegabili cambiamenti climatici in atto”.

Dunque, “occorrono anche e soprattutto azioni finalizzate alla valorizzazione della cultura locale, delle attività escursionistiche sia estive che invernali, anche di lunga percorrenza (quali l’Alta Via dei Parchi) e del cicloescursionismo, tenendo conto di tutto l’indotto di tipo economico che tali attività possono generare sulle popolazioni locali”.

Red

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