Il CAI Lombardia si oppone alla deroga al divieto di andare con le moto sui sentieri

Pubblichiamo l'appello firmato dalla presidente Renata Viviani al Presidente della Regione Lombardia Maroni, agli Assessori e ai Consiglieri Regionali

Motociclisti sui sentieri di montagna

Egregio Consigliere,
mi rivolgo a Lei affinché possa valutare le considerazioni che le espongo a seguire prima della votazione del testo del progetto di legge N. 0124 d’iniziativa dei Consiglieri regionali: Fermi, Bianchi, Pedrazzini, Altitonante, Romeo, Rolfi, Colla, Sala “Modifiche e integrazioni alla legge regionale dicembre 2008, n. 31. Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale concernente la viabilità agro-silvo-pastorale” programmata in calendario per il giorno 8 aprile 2014.

In occasione dell’audizione dei portatori d’interesse presso l’VIII commissione, anche noi del Club Alpino Italiano Regione Lombardia (90.000 soci), abbiamo esposto delle osservazioni relative ad alcuni aspetti problematici per il loro effetto negativo sulla montagna che, tuttavia, permangono nel nuovo testo, ancorché espressi con parole diverse e che per praticità elenco nel seguito:


- La mancanza di obbligo di compensazione (art. art. 43 comma 6 a bis) per gli interventi di cui al comma 4 lettera a) (opere pubbliche e di P.U.), limitatamente alle zone montane, è peggiorativo del precedente.
- Desta estrema preoccupazione il testo dell’articolo cinquantanove: (Viabilità agro-silvo-pastorale, gru a cavo e fili a sbalzo)
1. Le strade agro-silvo-pastorali sono infrastrutture finalizzate a un utilizzo prevalente di tipo agro-silvo-pastorale, non adibite al pubblico transito. Il transito è disciplinato da un regolamento comunale, approvato sulla base dei criteri stabiliti dalla Giunta regionale.
2. Per il territorio di rispettiva competenza, le province, le comunità montane e gli enti gestori dei parchi, compatibilmente con i regimi di tutela ambientale e i relativi strumenti di pianificazione, predispongono piani di viabilità agro-silvo-pastorale, nell'ambito dei piani d’indirizzo forestale, allo scopo di razionalizzare le nuove infrastrutture e di valorizzare la interconnessione della viabilità esistente.
3. Sulle strade agro-silvo-pastorali è vietato il transito dei mezzi motorizzati, ad eccezione di quelli di servizio e di quelli autorizzati in base al regolamento comunale di cui al comma 1.
4. E’ altresì vietato il transito dei mezzi motorizzati nei boschi, nei pascoli, sulle mulattiere e sui sentieri, ad eccezione dei mezzi di servizio e di quelli autorizzati dalla Regione per la circolazione sulle proprie aree demaniali.
4.bis In deroga ai divieti di cui ai commi 3 e 4, con regolamento regionale sono definiti i criteri, le modalità e la procedura con cui gli enti proprietari, per il territorio di rispettiva competenza, possono autorizzare il transito temporaneo di mezzzi a motore. Qualora il territorio interessato dall’autorizzazione sia ricompreso in un’area
protetta regionale, l’autorizzazione è subordinata al parere preventivo vincolante dell’ente gestore. (EM.)

Facciamo appello alla sua sensibilità affinché tale deroga - l’autorizzazione, pur temporanea al passaggio di mezzi motorizzati (moto) sui sentieri per scopo ludico - non sia approvata.
Appare del tutto evidente come l’effetto di tale attività, se pur praticata temporaneamente, risulterebbe devastante per le condizioni della mulattiera, del sentiero, del bosco e del pascolo eventualmente interessati dal transito stesso: in poche ore si possono creare danni che solo la natura potrebbe riparare impiegando anni e ai quali l’uomo non può porre rimedio. Inoltre la circolazione di mezzi motorizzati sui sentieri, quand’anche realizzata in modo non continuativo e prevedendo la rotazione dei siti utilizzati, avrebbe un impatto estremamente negativo sul delicato ambiente naturale, sulla fauna, in termini d’inquinamento dell’aria e acustico.

Si sottolinea inoltre l’incompatibilità fra escursionismo e motociclismo su terreno comune, che appare un paradosso rispetto agli innumerevoli progetti e attività, anche in capo a Regione Lombardia, per la promozione e per lo sviluppo del turismo dolce, che richiedono investimenti modesti ma sono realizzabili solo in conformità a scelte precise e coerenti.
Tali progetti, che necessitano di ulteriore sostegno e promozione, stanno rivelandosi uno strumento che ha favorito iniziative imprenditoriali a valenza agricola e turistica per le giovani generazioni, riportando nuova linfa vitale nelle zone montane e di media montagna che sino ad ora sono state considerate marginali.
I sentieri tematici atti a promuovere la riscoperta della storia e della cultura locale, l’agricoltura, la connessione tra il mondo dell’escursionismo, quello agroalimentare ed enogastronomico, l’educazione al rispetto dell’ambiente e delle risorse del territorio non sono compatibili con il tipo di frequentazione e uso del territorio che sarebbe autorizzabile con in recepimento del testo proposto.

Gentile Consigliere,
Le chiediamo quindi di non votare gli articoli 43 e 59 nella forma nella quale sono espressi così da dare effettiva concretezza e futuro alle politiche per la promozione e per lo sviluppo della Montagna attraverso un importante messaggio a tutti quelli che, come il Club Alpino Italiano, si prodigano per trasmettere e far crescere nelle nuove generazioni una maggiore sensibilità verso il nostro prezioso patrimonio ambientale che passa anche attraverso la coerenza fra enunciazioni e concretezza nell’agire.

Grazie per l’attenzione

Il Presidente del Club Alpino Italiano Regione Lombardia Renata Viviani

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