Note introduttive all’Inno del Club Alpino Italiano composto per il 150° di Fondazione

Pubblichiamo la lettera del socio del CAI Auronzo Pietro Raffaelli, che ha composto un inno per il 150° del sodalizio

Sia come socio C.A.I. che come musicista attivo in concerti anche in quota, che come autore di canti  alpini, ho pensato che la ricorrenza del 150° di Fondazione del Club  potesse essere l’occasione per ricreare e proiettare in un Inno tutto il vissuto, il presente e il guardare al futuro del Sodalizio.

Nel mio breve brano, cui ha collaborato musicalmente anche il M° Giorgio Babbini, ho cercato di evitare toni musicali e testuali altisonanti e retorici: la melodia e le parole scritte da me hanno puntato a questo, fermo restando l’accenno al giusto orgoglio del Club per i traguardi, non solo di vette, raggiunti nel secolo e mezzo di vita.

La mia melodia, costituita da due incisi  ben distinti, atti a rivestire due strofe per volta, viene ripetuta per tre volte nello sviluppo del testo che è formato di sei strofe. L’efficace armonizzazione del collega Babbini  assolve poi alla necessità di una parte pianistica di accompagnamento.

Giorgio Babbini, autore eseguito recentemente anche alla Scala, è romagnolo come me ed è insegnante al Conservatorio “Maderna” di Cesena, istituto ove io stesso ho operato per un trentennio come docente di violino.
Il  m° Babbini, fra l’altro, ha curato la I^ edizione moderna dell’Inno del C.A.I. di Auronzo di Cadore, musicato da autore ignoto dei primi decenni del ‘900. (Il C.A.I di Auronzo è la mia sezione di appartenenza).

Sperando che questo breve brano incontri il favore dei soci nel ricordo storico della vita del Club, vorrei, con questa piccola fatica musicale, aver contribuito alla “coralità” del ritrovarsi, nel piacere del canto, sotto i cieli di tante montagne, in Italia e altrove, sotto un distintivo  che riempie e ha riempito di sé “l’andare verso l’alto” di tante persone.

In allegato il file audio dell'inno

Piero Raffaelli

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