Nuovi Operatori Tutela Ambiente Montano tra Liguria Piemonte e Valle d’Aosta

I 18 corsisti, iscritti alle Sezioni delle tre regioni, sono stati impegnati per sei fine settimana in luoghi sempre diversi delle tre regioni, afforntando un'ampia gamma di temi legati alla cultura dell'ambiente e della sua preservazione.

I corsisti con gli attestati

15 novembre 2019 - Si è concluso a Genova Sampierdarena, presso la sede della locale sezione del Club Alpino Italiano, il corso interregionale Liguria Piemonte e Valle d’Aosta per Operatori regionali di Tutela Ambiente Montano, organizzato dalla Commissione Interregionale TAM LPV.

Il corso ha impegnato per sei fine settimana i 18 soci CAI, provenienti dalle tre  regioni, portandoli in luoghi sempre diversi.
Molti degli iscritti al corso erano già Titolati CAI in altre discipline (Alpinismo Giovanile, Escursionismo, Speleologia), a dimostrazione dell’effettiva trasversalità della TAM in ambito CAI. 

Il corso è iniziato a giugno a Genova, città di montagna, oltre che di mare, dal territorio fragile insidiato dal dissesto idrogeologico. Qui si è parlato di geomorfologia, geologia e Idrogeologia della Liguria, di cultura del territorio delle terre alte liguri e piemontesi ed anche della cultura della sicurezza, senza trascurare gli elementi di primo soccorso.

Il momento significativo del corso è stata la partecipazione degli allievi al Convegno nazionale CAI TAM “Vivere le Alpi tra vent’anni, cosa è cambiato, cosa cambia”, tenutosi in Val d’Ayas a fine giugno. La scelta del luogo non è stata casuale: il convegno ha discusso di cultura dell’ambiente, di cambiamenti climatici e di evoluzione dello sci, dei costi economici e sociali dell’innevamento artificiale e di proposte e di scenari di sviluppo e di turismo sostenibile. Una sessione è stata dedicata al delicato ruolo di conoscenza e controllo che deve essere esercitato dall’Operatore TAM.
La ricerca della frequentazione consapevole dell’ambiente e dell’interazione tra uomo e natura ha spinto un numeroso gruppo verso l’Alpe Mase e il Vallone Cime Bianche, come gesto di amore e conoscenza verso il Vallone, che ci si augura resti incontaminato da scellerati progetti di impianti di risalita.

La necessità di approfondire i temi legati alla cultura dell’ambiente ha spostato il corso in Appennino, in Alta Val Borbera, zona cerniera tra Liguria, Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte. Lì sono stati approfonditi i temi geologici, di flora e fauna e socioantropici. Si è parlato di biodiversità, di gestione sostenibile e pianificazione del territorio e si sono cercati sul territorio i segni storici della presenza dell’uomo in montagna. Lo studio dell’ecologia, tra biodiversità ed Aree Protette, ha toccato anche l’ambiente ipogeo, con rilevata attenzione alla presenza del lupo in Appennino: si è parlato diffusamente, in proposito, del Progetto LiveWolfAlps e della ripresa del monitoraggio. La sessione si è conclusa con una panoramica delle coperture assicurative che il CAI mette a disposizione per chi vuol praticare le attività organizzate dalle Sezioni.

La quarta sessione ha portato i corsisti a La Spezia, ad ottobre: i temi del Bidecalogo, dei problemi energetici, dell’impatto dei mezzi motorizzati e non sulla sentieristica e dell’impatto ambientale di attività ludico sportive e turistiche hanno fatto convergere l’attenzione sulle recenti scelte di “riqualificazione” sull’isola Palmaria, patrimonio Unesco, che vorrebbe attuare il Masterplan approvato dal Comune di Portovenere, dalla Regione Liguria, dalla Marina Militare e dal Ministero dei Beni Culturali.

A Torino, nella splendida cornice del Monte dei Cappuccini, sono stati sviscerati i gli strumenti legislativi e normativi che il cittadino ha per contrastare l’attacco all’ambiente. Gli argomenti si sono susseguiti, dalla Convenzione delle Alpi e degli Appennini alla Rete Natura 2000, dall’Agenda 2030 ai Piani territoriali delle Acque, fino a introdurre e spiegare il significato di capitale naturale e servizi ecosistemici.

A Genova Sampierdarena, infine, tutti i corsisti hanno affrontato e superato con successo la prova d’esame, discutendo anche una tesi di studio strettamente focalizzata sulle tematiche alla base del corso.  
A tutti i nuovi Operatori TAM auguriamo con affetto di continuare a svolgere la loro attiva partecipazione alla vita del CAI.

Marina Abisso Ferrazin,
Vice Presidente CITAM LPV

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