Orso marsicano: 12 nuovi nati avvistati nel 2017 nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

Il dato è rilevante considerato che si tratta di un'annata di non pasciona (ossia senza una produzione eccezionale di frutti di faggio), dimostrando così i buoni livelli di produttività alimentare dell'area.

Cuccioli di orso marsicano

4 gennaio 2018 - Sono almeno 6 le femmine di orso bruno marsicano che si sono riprodotte nel 2017 nel Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise per un totale di 12 cuccioli.
Questo è il risultato del monitoraggio intensivo svolto dal personale del Parco, che, a partire da aprile 2017, ha lavorato con diverse tecniche e con altre Istituzioni e volontari per acquisire informazioni importanti sulla produttività della popolazione di orso bruno marsicano.

Il risultato è eccezionale, in virtù del fatto che anche lo scorso anno le femmine riproduttive erano state 6 per un totale di 10 cuccioli.
Da oltre un decennio, il Parco porta avanti questa attività secondo uno specifico protocollo messo a punto dall'Università di Roma. Il monitoraggio viene attuato combinando sessioni di osservazioni in simultanea e mirate, alle quali si aggiungono le osservazioni casuali, che vengono verificate, e i dati raccolti attraverso l'uso di fototrappole.

In 67 occasioni, sono state osservate femmine con cuccioli. Attraverso l'uso di specifici criteri spazio-temporali per eliminare i doppi conteggi, è stato possibile distinguere 6 unità familiari, distribuite in tutta l'area del Parco, così composte: 2 femmine con tre cuccioli, 2 femmine con due cuccioli e due femmine con 1 cucciolo.

I dati del 2017, così come quelli del 2016, rientrano tra i valori massimi osservati in anni di non pasciona (con il termine pasciona si denomina un'annata di produzione eccezionale di frutti di faggio) e sono del tutto confrontabili con quelli successivi agli anni di pasciona (5-6 unità familiari e 10-11 cuccioli). Nei precedenti anni di monitoraggio, i valori massimi di produttività sono stati osservati in seguito ad annate di pasciona (2008, 2012, 2014), così come avviene in altre popolazioni di orso.

Il fatto che per due anni il numero delle femmine riproduttive sia stato elevato ci permette di dire che l'area del parco offre buoni livelli di produttività alimentare, anche al di fuori dei periodi di pasciona e che, nonostante la bassa consistenza numerica degli orsi, nella popolazione è presente una riserva importante di femmine adulte.
Segnali positivi che però non devono far abbassare la guardia.

Le informazioni sulla sopravvivenza dei cuccioli sono scarse: solo 3 dei 10 cuccioli nati nel 2016 sono stati nuovamente osservati quest'anno e da una analisi dei dati degli ultimi 10 anni, emerge che non più del 50% dei nati sopravvive al primo anno. Ovviamente può trattarsi di una sottostima perché alcuni cuccioli potrebbero anche disperdersi al di fuori del Parco o in zone periferiche.

Inoltre, il numero delle unità familiari rilevate nei monitoraggi è sempre molto basso, da tre a sei unità.
Questo significa che in caso di mortalità di 1 o più femmine adulte la produttività della popolazione può crollare. Ad esempio tra il 2008 e il 2011 sono morte 6 femmine, di cui 4 in età riproduttiva, e nel 2011 è stata osservata una solo femmina con cuccioli.

Le attività di conta hanno messo in evidenza la persistenza di diversi fattori di disturbo nelle aree di presenza delle femmine con i piccoli: la presenza di cani vaganti, animali al pascolo brado e persone fuori sentiero in aree interdette alla fruizione turistica.

Comunicato Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

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