Per i cento anni dalla Grande Guerra: CAI Sardegna ed escursionisti di Aritzo, 50 km per onorare i “Ragazzi della leva”

Due giorni tra sentieri scoscesi, boschi e pietraie del Gennargentu per i 30 partecipanti (da 9 a 80 anni di età) che hanno voluto ricordare il tragitto compiuti 100 anni fa dai giovani chiamati al fronte.

L'escursionista più anziano e quello più giovane del gruppo

19 giugno 2018 - Sui volti stanchi e tirati, momento vero di commozione. Di fronte la lapide in marmo incrostato di 50 anni, nel cuore del centro di Lanusei. "In questo edificio costruito da Luigi Laj nel 1878, ebbero sede, sino al 1927 il Municipio, la Pretura  e L’Ufficio militare di leva del circondario che comprendeva i comuni di Aritzo…” e altri 49, da Escolca, Gergei, Isili, sino a Teti, Austis, Ortueri, Ogliastra e Mandrolisai, area vasta di comunità che solo in queste stanze sguarnite potevano dirsi di appartenere ad uno stesso popolo.

I ragazzi arrivavano a piedi, scalzi spesso, certificati dalla presenza del Sindaco magari arrivato a cavallo, venivano dichiarati “abili e arruolati”. Tornavano nelle loro campagne, negli ovili delle valli impervie e sconosciute del Gennargentu. Tanti ne sono finiti nelle trincee del Carso o nella fanghiglia delle campagne di Grecia o della Russia. Cento anni dal 1918, il Club Alpino Italiano e gli escursionisti di Aritzo quei ragazzi li hanno voluti onorare, senza trombe o fanfare, con il sordo rumore di scarponi da escursionisti.

In due giorni, sabato e domenica, oltre 50 chilometri tra sentieri scoscesi, boschi e pietraie. Guidati da Zigheddu, 80 anni di cammini sui polpacci inariditi, dal presidente del CAI Sardegna, e dall'omologo del CAI Nuoro Matteo Marteddu, si sono dati appuntamento nella piazza bastione di Aritzo. Trenta escursionisti, rappresentata la Sardegna.  Da Aritzo, Belvì, Ovodda, Assemini , Quartucciu, Villacidro, Nuoro, Macomer, Silanus, Bortigali, Orotelli, tutte le età e attenta curiosità di giovani pronti ad affrontare la prima erta verso la foresta di Girgini.

Certo ai ragazzi della leva è stato risparmiato qualche scempio ambientale, tra scavi incompiuti e aziende vuote mangiasoldi. Pensieri che vanno oltre quando i camminatori attraversano la foresta di Girgini, sotto i tacchi de Su Toni ‘e Girgini. Sulla sinistra i massicci del Gennargentu alto, punta Lamarmora e Punta Florisa, con le cime da qui quasi irraggiungibili. Genna Eragas apre finestre di nuovi spazi e lungo ruscelli e cascate, per Bruncu Allasu e Sa Mura Gessa si sale al Villaggio Nuragico di Ruinas. Cumulo di pietre che hanno un loro ordine scolpito dalla storia in questo luogo, oltre 1200 metri di altitudine che ha visto per secoli popoli e genti di montagna sopravvivere alle incertezze.

Il bivacco, con il  più anziano 80 anni, il più giovane 9 anni, tra sacchi a pelo e tendine, su una struttura incompiuta del comune di Arzana. La stanchezza regna sovrana. L’alba del Gennargentu arriva con le sembianze del tacco di Perda Liana. Si inizia la discesa, le pendenze sono addolcite dal profumo intenso dell’Armidda in fiore.  Il ponte de Sa Lanzinosa, spartiacque tra le sorgenti del Flumendosa di Pirincanes e le vallate verso i campidani.

Scorrono lenti i chilometri attorno al lago, sino alle vecchie stazioni della ferrovia muta di Villagrande e Arzana. Di quei pomeriggi sonnacchiosi, mezzo estivi, a Lanusei. Sollevano curiosità i camminatori colorati, madidi di sudore, accolti dalle parole del vescovo d’Ogliastra. Messaggio del sindaco della cittadina. Si fermano per una prece in cattedrale. Percorrono il centro storico, incrociano la targa dei ragazzi della leva, tolgono qualche strato di polvere di oblio.

La certezza di aver dato un segno vero, marcato dalle dure tomaie degli scarponi, come i “Ragazzi della leva”, su quei sentieri, nei silenzi istituzionali di Sardegna, ai cento anni dalla Grande Guerra.

Matteo Marteddu
Presidente CAI Nuoro

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