Premio Fabio Favaretto del CAI Mestre, ecco le due tesi vincitrici

Premiata Silvia Franchin per la sua tesi sul recupero digitale dei dati storici per il turismo culturale nel Cadore e Stefano Gaio per la proposta di integrare le app sui percorsi escursionistici con l'informazione ambientale e culturale.

La premiazione

11 gennaio 2018 - Il 16 dicembre scorso, durante la serata organizzata dal CAI di Mestre per il 90° della Sezione, sono state pubblicamente rese note le due tesi vincitrici della prima edizione del “Premio Fabio Favaretto”.
All’iniziativa, ideata e organizzata dal Gruppo Tutela Ambiente Montano della Sezione di Mestre per ricordare il socio e amico Fabio Favaretto “Foba”, scomparso qualche anno fa durante un’ascesa in montagna, hanno collaborato la Commissione Centrale Tam e il Gruppo Regionale Veneto, i quali nel gennaio 2017 hanno promosso il bando di concorso per incoraggiare e sviluppare lo studio e la ricerca finalizzati alla conservazione dell'ambiente e allo sviluppo sostenibile dei territori montani.

I premi ai due giovani vincitori sono stati consegnati, dopo un toccante ricordo da parte dell'amico Andrea Zannini della figura di Fabio (alpinista e sensibile cultore della montagna), dalla sorella  Mariella Favaretto alla presenza di Renato Frigo in rappresentanza del Gruppo Regionale.

Lo spettro delle tematiche affrontate dalle tesi presentate è risultato estremamente vario e molto interessante. In esito alla valutazione delle opere pervenute sono risultati premiati i seguenti lavori:
- per la sezione L'uomo e la Montagna ha ricevuto il premio di 1.000 euro la tesi “Recupero digitale di dati storici e tracce per un turismo culturale nell'area del centro Cadore: fotogrammetria e gis nella valorizzazione di un territorio” di Silvia Franchin, con la seguente motivazione: “In quanto capace proporre una innovativa tecnica di raccolta dati in una visione di conservazione della memoria storica, della condivisione e accessibilità dei materiali ad uso di studiosi e tecnici ma anche nella prospettiva di una fruizione sostenibile e consapevole del territorio”.
- per la sezione Nuove Proposte  ha ricevuto il premio di 1.000 euro la tesi “Percezione ambientale e culturale del territorio, format mobile per itinerari pedestri in area protetta” di Stefano Gaio, con la seguente motivazione: “Interessante è la proposta di accorpare e integrare normali app di navigazione e registrazione dei percorsi con l'informazione ambientale e culturale dei luoghi attraversati. Trasposizione “moderna” della guida naturalistica, a volte di difficile lettura, si propone ad un uso più giovanile e popolare attraverso l'utilizzo di strumenti multi-mediatici”.

Sono inoltre risultate segnalate le tesi:
- “Lo stato dei boschi. Trasformazioni istituzionali e conflitti ambientali nelle Alpi dell'Ottocento” di Giacomo Bonan,
- “Analisi dell'impatto del lupo (Canis lupus L. 1758) sulla zootecnia in Emilia-Romagna e nelle Marche e previsione del rischio di predazione” di Irene Gambini,
- “Alpe-cultura & alpe-coltura. Strategia paesaggistica per l'altobacino Apuano del fiume Versilia” di Simona Pierotti,
- “Riscoprire l'alta quota. Progetto di recupero e rifunzionalizzazione del complesso militare 'Ricoveri Perrucchetti' ai Tredici Laghi in Prali” di Davide Cordani e Matteo Corallo.

La Commissione giudicatrice ha inteso esprimere un sentito apprezzamento e ringraziamento per il lavoro svolto in quanto “tutte le opere che hanno partecipato al primo bando si sono dimostrate estremamente interessanti e meritevoli di gran attenzione. Ciò che maggiormente rivelano è la grande curiosità e sensibilità degli autori per un ambiente così fragile quanto importante da molteplici punti di vista: antropologico, culturale, sociale, storico e naturalistico, architettonico, filosofico e turistico. Siamo grati a tutti i partecipanti per aver posto al centro della loro attenzione e del loro studio la Montagna e, con la loro partecipazione, di averci fornito molti punti di vista, approfondimenti e tanta documentazione. Da questi lavori ciò che possiamo desumere è che grazie all’apporto di giovani e valenti studiosi vi potrà essere un immediato futuro più consapevole e rispettoso dell’ambiente alpino.”

Gli auspici della Commissione affinché l’iniziativa possa essere ulteriormente sviluppata negli anni futuri con il duplice obiettivo sia di ricordare la persona e l’opera del socio Fabio Favaretto, che di mettere in risalto e quindi di valorizzare l’attività di studio, di approfondimento e la capacità di innovazione di tanti giovani che dimostrano interesse ed attenzione per la Montagna, è stata prontamente accolta sia dalla Commissione Centrale Tam sia dal Gruppo Regionale che hanno già impegnato la sezione di Mestre nell'organizzazione della seconda edizione del premio già per l’anno 2018.

L'abstract, le informazioni sulle tesi che hanno partecipato al concorso 2017 e il bando della edizione 2018 saranno presto pubblicate sul sito www.caimestre.it e sul sito www.cai-tam.it.

Comunicato Premio Fabio Favaretto

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