Presentato a Fermo lo studio sulle sorgenti e fonti d’alta quota dei Sibillini

Lo studio è stato motivato dalla preoccupazione che l'acqua possa diventare un’emergenza per gli effetti dell’intervento umano, dei cambiamenti climatici che hanno prodotto condizioni particolarmente siccitose, e del recente terremoto.

La presentazione di Fermo

18 ottobre 2017 - Dopo anni di intenso lavoro, il Comitato Scientifico del Gruppo Regionale CAI Marche ha portato a compimento lo studio sulle sorgenti e fonti d’alta quota dei monti Sibillini. Un gruppo di soci delle sezioni marchigiane ha raccordato le competenze escursionistiche con quelle scientifiche impegnandosi nel produrre un quadro di riferimento delle condizioni degli acquiferi presenti nelle zone alte del parco nazionale dei Monti Sibillini, spinti dalla preoccupazione che detta risorsa idrica possa diventare un’emergenza per gli effetti prodotti dall’intervento umano, dai cambiamenti climatici che hanno prodotto condizioni particolarmente siccitose e, non ultimo, dalle conseguenze del recente terremoto che ha devastato l’area.

La pubblicazione con gli esiti dello studio è stata presentata a Fermo il 14 ottobre nella prestigiosa sede di Palazzo Azzolino in occasione di uno specifico convegno sul tema che è stato organizzato a conclusione delle celebrazioni per il cinquantenario della sezione locale. Ai saluti dei Presidenti del CAI di Fermo Mario Scarfini e del Gruppo Regionale Marche Lorenzo Monelli sono seguiti quelli di Alberto Ghedina, consigliere centrale referente per la TAM. Anche il Consigliere Centrale Eugenio Di Marzio ha fatto pervenire i propri saluti non potendo essere presente all’incontro. Il presidente del Comitato Scientifico Marche Franco Laganà ha portato i saluti del presidente CSC Giuliano Cervi e del Componente Alberto Liberati, ringraziandoli per il fattivo contributo del CSC che ha permesso di realizzare lo studio e la pubblicazione.

Si sono quindi succeduti gli interventi degli studiosi che hanno partecipato al progetto: Domenico Pistonesi (CAI Fermo), che nella pubblicazione ha ricordato i vari momenti che hanno preceduto lo studio e che hanno fatto prendere coscienza del problema, ha evidenziato l’aspetto didattico dell’iniziativa che ha visto coinvolti i ragazzi dell’Alpinismo Giovanile e gli studenti dell’Istituto d’Arte che si sono sobbarcati il lavoro di analisi delle acque. Angelo Romagnoli (CAI Iesi) ha esposto i criteri seguiti e le fasi di realizzazione del progetto, con l’attività di monitoraggio sul campo nel triennio 2009-2011 che ha portato all’individuazione di 112 punti acqua posti a quote superiori ai 1300 m e alla definizione di itinerari che ne consentissero un più agevole raggiungimento per le misurazioni, con ben 400 campioni raccolti nel corso dello studio; i risultati sono stati inseriti in apposite schede contenute in un CD allegato alla pubblicazione.

Pierluigi Ferracuti (CAI Fermo), chimico ed insegnante di Scienze, ha curato la parte chimica e geochimica dello studio procedendo all’analisi e classificazione delle fonti in base alle caratteristiche fisiche e chimiche rilevate. La parte geologica ed idrogeologica è stata curata da Pietropaolo Pierantoni e Domenico Aringoli (CAI Camerino), entrambi geologi docenti dell’Università di Camerino ed autori di molteplici pubblicazioni scientifiche. Assente Aringoli per motivi di lavoro, è stato Pierantoni a illustrare come sono costituiti i Sibillini dal punto di vista geologico ed idrogeologico e quali sono stati gli effetti prodotti dal recente terremoto. Ferracuti è di nuovo intervenuto illustrando i vari gruppi omogenei - otto per la precisione - in cui sono stati suddivisi i Sibillini in base alle caratteristiche riscontrate nelle sorgenti e fonti presenti in ciascun gruppo.

Le riflessioni finali hanno portato a dire che se da un lato il lavoro può dirsi concluso, dall’altro esso rappresenta la fotografia della situazione prima che il terremoto modificasse la circolazione delle acque sotterranee e quindi delle sorgenti in quota; si è così manifestata la volontà di attivare una seconda fase di studio in modo da poter procedere ad un raffronto, chiedendo stavolta un sostegno agli enti. È stata poi lanciata l’idea di partecipare alla prossima edizione 2018 di “In cammino nei Parchi” prevista il 13 maggio con un’escursione sui Sibillini dedicata alle sorgenti e fonti in quota.

Comitato scientifico regionale CAI Marche

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