Quad a Falcade, ecco come è andata

La manifestazione, confermata dalle Amministrazioni locali nonostante le proteste delle associazioni, ha cambiato il percorso per non incontrare la manifestazione ambientalista. Evidenti i segni delle ruote lasciate sui prati.

I segni delle ruote lasciate sui prati

12 giugno 2017 - Come avevano promesso, gli ambientalisti e gli alpinisti di Mountain Wilderness si sono dati appuntamento il 10 giugno, lungo il confine tra la Regione Veneto e la Provincia Autonoma di Trento, per manifestare contro il raduno dei Quad.

All’inizio della val Fredda, circondati da un cospicuo nucleo di forze dell’ordine, gli ambientalisti hanno ribadito le motivazioni culturali e etiche che reggono l’iniziativa e la necessità di non lasciare passare un precedente tanto grave. Per disposizioni della questura, è stato vietato ai manifestanti di muoversi al di fuori di un ambito circoscritto, impedendo di fatto di documentare con immagini e video il penoso incedere di decine di quad rombanti (le foto che vedete ci sono state spedite da amici e curiosi). E’ paradossale come nelle Dolomiti, patrimonio UNESCO, venga limitata la libertà di chi, con le proprie gambe e con la propria voce, manifesta il proprio dissenso, mentre venga permesso a un raduno di quad di spadroneggiare su Km di sentieri.

Il percorso di piena trasparenza, durato diversi mesi, nel tentativo di convincere le Pubbliche Amministrazioni a ritirare le autorizzazioni, viste le evidenti violazioni di leggi nazionali ed europee, non ha portato esito positivo.
Pertanto le associazioni ambientaliste e alpinistiche hanno deciso di lanciare un segnale pacifico ma inequivocabile per sottolineare il significato autentico del rapporto tra l’essere umano e la montagna.

Gli organizzatori del raduno di Quad hanno modificato il percorso per evitare l’incontro con gli ambientalisti. Alle 10:30 infatti sono saliti direttamente a Col Margherita, lungo il versante trentino, invadendo le arene di canto del gallo forcello e della pernice bianca.
La modifica del percorso ha permesso di salvare da notevole degradazione dell’ambiente naturale l’intero fragile versante della Val Fredda.

Oltre a Mountain Wilderness, promotrice della manifestazione, erano rappresentate le associazioni MW, SAT centrale, SAT di Moena, SAT Rovereto, la Lia da Mont e la Lia Natura Y Usansez.

Il sopralluogo sul percorso, dopo il passaggio dei quad, mostra evidenti i segni delle ruote sui prati. Crediamo che le immagini (visibili qui) non necessitino di ulteriori commenti.

Comunicato Mountain Wilderness

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