Quando dormire in rifugio è meglio che a casa

9 bimbi del Gruppo Famiglie Cai Novellara narrano un weekend memorabile sul Brenta, con rocce biancastre (e un po' di neve) sotto gli scarponcini e le spettacolari vette davanti agli occhi. Fino all'emozione di dormire tutti insieme in rifugio.

Con la roccia sotto gli scarponcini

4 luglio 2018 - Domenica 24 giugno, ore 20.45 - Niccolò (8 anni) entra in casa, ha ancora addosso la maglia termica e i pantaloni, quelli lunghi, da escursione. Ha le guance arrossate dal sole e dal vento, che capisco essere stato gelido. Ha gli occhi lucidi, ci vedo riflesse gioia e stanchezza di un’avventura indimenticabile. E ha un sorriso che non se ne va. Mi si lancia al collo, mi stringe stretta, e con voce rauca: «Mamma la prossima volta al posto tuo ci torno io a casa con Leo (suo fratello, 23 mesi, febbre alta poche ore prima di partire n.d.r.), promesso! Però questa volta dovevo dormire nel rifugio, che sai che mi piace troppo, poi c’erano i miei amici, e poi sai che tra le rocce c’era freddo? Mamma, è stato… ultrasonico!».

Niccolò è uno dei Cai kids protagonisti del week end sul crinale dolomitico del Gruppo del Brenta, il 23 e il 24 giugno scorsi. Insieme a lui, Adele, Asia, Chiara, Irene, Karin, Marianna, Sofia e Valerio, che hanno condotto mamme e papà lungo 21 km di sentieri di roccia e neve.

Le sette famiglie novellaresi sono partite sabato mattina, hanno lasciato le auto a Madonna di Campiglio, sono salite sulla cabinovia del Grosté e dalla cima hanno intrapreso il sentiero che porta al Rifugio Tuckett (2271 m). Concentrazione e incanto qui si tengono per mano: sotto i piedi stretti negli scarponi, ci sono le rocce biancastre sconnesse, e davanti agli occhi le spettacolari vette e vedrette innevate del Brenta.

«Mentre camminavo con i miei amici, la Sofi, la Chiara, Niccolò, la Karin, l’Adele, Valerio, l’Asia e mia sorella Irene il tempo è passato velocissimo!» [Marianna, 8 anni].
«Questo è stato il mio primo sentiero tra le rocce!» [Asia, 6 anni].

Arrivati al Tuckett per i piccoli è festa. Sono soddisfatti sì, ma c’è di più: sanno bene che potranno riposarsi e giocare fino ad addormentarsi, per questa notte tutti insieme: «Dormire nel rifugio è meglio che a casa, dormiamo nei letti a castello, e siamo tutti insieme» [Niccolò, 8 anni]; «È un’esperienza bellissima e divertente!» [Sofia, 8 anni].

E mentre nel pomeriggio i bimbi si godono il tepore della camerata rivestita in legno, un gruppetto di mamme e papà si avventura verso la Bocca del Tuckett (2648 m): «sono andati più su, proprio in cima, ma per noi bimbi c’era freddo e poi dovevamo rilassarci un po’» (in realtà alla Bocca ci arriveranno solo vicino, dovranno rinunciare perché l’itinerario è troppo innevato, ma torneranno giù ugualmente soddisfatti).

La mattina dopo il gruppo è ripartito alla volta del Rifugio Ai Brentei (2182 m), poi subito verso il Casinei (1850 m), attraverso passaggi stretti, a tratti scoscesi, poi una grotta, e ancora un nevaio, che richiede particolare attenzione: «È stato emozionante, ho avuto anche un po’ paura» [Sofia, 8 anni]. Dopo il pranzo in rifugio, c’è l’ultimo tratto, nel bosco, passando per le cascate di Vallesinella. «A me i sentieri di roccia piacciono e questa gita è stata bellissima, anche se il ritorno è stato faticoso». [Karin, 10 anni]. «Mi è piaciuto che abbiamo camminato tanto…». [Adele, 8 anni].

È stata (anche per i grandi del gruppo, coordinato da Alessandro Pirondini e Rita Bartoli, un’avventura memorabile – la terza del 2018. Il prossimo appuntamento è la prima domenica di settembre, in Valsugana.  

Elena Becchi

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