Questa domenica "Prima il dovere" con "La montagna a casa"

Per il ciclo "Se ve li siete persi" il film di Nicoletta Favaron sul "soccorso" più drammatico delle Alpi. Il film ambientato nel 1961 racconta una pagina tragica del nostro alpinismo

28 giugno 2020 - Domenica "Prima il dovere". Terzultima serata con "La montagna a casa", che per il ciclo "Se ve li siete persi", ripropone il film di Nicoletta Favaron. Il film ricorda un drammatico salvataggio nel 1961 sulle alpi. Due cordate guidate da Walter Bonatti e Pierre Mazaud vengono travolte da una bufera. Erano in sette, sopravviveranno in tre. Una vicenda che ha segnato la storia dell'alpinismo.

Appuntamento alle 21 sul Canale Youtube del Club alpino italiano. Il link per guardare il film è: https://www.youtube.com/watch?v=yIoJUKTw0ik. La rassegna "La montagna a casa" è organizzata dal Cai, in collaborazione con Museo nazionale della montagna di Torino, Sondrio Festival e Parco Nazionale dello Stelvio.

COME VEDERE IL FILM

1) Clicca direttamente sul link https://www.youtube.com/watch?v=Zgfp_ExgCDI a partire dalle 21. Il film sarà online qualche minuto prima e resterà disponibile fino alle 23.

2) Se ti colleghi da dispositivo mobile, apri l'app di Youtube, cerca "Club alpino italiano" e clicca sullo stemma del Cai per entrare nel canale.

La playlist LA MONTAGNA A CASA CON I FILM DEL CAI è in evidenza sul canale. Clicca sul video che ti interessa; se non trovi il film, clicca sul titolo sulla playlist e scorri fra i titoli.

3) Ricorda: per queste repliche non sono previste ulteriori proiezioni oltre a quella delle 21 e non è disponibile la chat dal vivo come nelle precedenti proiezioni.

Scheda del film: "Prima il dovere"

Regia: Nicoletta Favaron
Paese: Italia
Anno: 2016
Durata: 50 minuti

Sinossi

Lecco, luglio 1961. L’alpinismo e la montagna occupano le pagine principali dei quotidiani, con quello che è stato definito il “soccorso” più drammatico delle Alpi: sette scalatori, due cordate guidate da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud, sono travolte da una bufera sul Pilone centrale del Freney, nel massiccio del Monte Bianco. Per una settimana le squadre di soccorso tentano di raggiungerli, ma sopravvivono solo in tre: Bonatti, Mazeaud e Roberto Gallieni.
Pochi sanno che a Lecco, un uomo conosceva la via di fuga che avevano pianificato Bonatti e compagni. Avvertito dal padre di Gallieni, partì con una squadra di Lecco verso Courmayeur, per raggiungerli, dare una mano ai soccorsi, ma non fu ascoltato. Arrivò al bivacco Gamba che Bonatti e Gallieni raggiunsero sfiniti nel cuore della notte, prima che ripartisse la squadra di soccorso locale. E fu lui a recuperare, purtroppo ormai privo di vita, il corpo di Andrea Oggioni.
Protagnista Dino Piazza: alpinista, Ragno della Grignetta, precursore del soccorso alpino e imprenditore.
Classe 1932, grande energia e spirito innovatore, come alpinista fu autore di vie nuove (come la Direttissima alla Torre Cecilia del 1959 aperta con Tizzoni e Colombo) e salite celebri come la nord-ovest del Civetta lungo la famosa via Solleder e la ripetizione della via Bonatti al Petit Dru sul massiccio del Monte Bianco.
Storie di esperienze e di legami, come quelli con Lorenzo Mazzoleni e Marco Anghileri, due giovani alpinisti lecchesi che hanno lasciato un’impronta indelebile non solo nell’alpinismo ma nel cuore di Lecco e dello stesso Dino.
Attraverso incontri con personaggi come Luigino Airoldi, Dario Spreafico, Bruno Lombardini, Mario Conti, Emilio “Lupetto” Valsecchi, Mario “Il Pescatore”, Dino Piazza racconta, con un filo di costruttiva provocazione, la sua visione sul contrastato mondo dell’alpinismo lecchese, sempre preso fra polemiche e battibecchi, e riflette sulla direzione che sta prendendo l’alpinismo moderno.

Red

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