Racconto di una ciaspolata

Luciano Pellegrini ci invia la descrizione di un'escursione fatta nei giorni scorsi in provincia di Chieti da località Majeatta a Pretoro fino a Roccamotrice, passando per colle Remacinelli

13 gennaio 2020 - C’è l’alta pressione con sole e tempo stabile. C’è poca neve per chi ama la discesa. Però per chi si accontenta di calzare le ciaspole, camminare nel bosco e su carrarecce, la neve c’è ed è anche abbondante.

Inizio la ciaspolata da località Majelletta - Pretoro (provincia di Chieti)- (1590 m). Arrivo in discesa allo stazzo di Roccamorice (1509 m), attraversando colle Remacinelli. Il panorama è infinito, sia verso il mare che le montagne, purtroppo appena imbiancate. Entro nel bosco, sulla neve vergine ci sono tante orme di lepre, volpe, di un ungulato. Queste orme mi fanno da “apripista”. Le seguo, anche senza segnaletica, danno sicurezza. La fauna selvatica è padrona della montagna e lascia tracce con escrementi e urina. Purtroppo il genere umano ha trasformato l’ambiente naturale e la fauna selvatica si è adattata.

Scendo verso Colle della Civita (1185 m) sul versante del Fosso Capanna. Silenzio assoluto, solo il “grattare” delle ciaspole. A quota (1390 m), torno indietro, accorciando per il bosco, ma sempre seguendo le tracce della fauna. Arrivato allo stazzo di Roccamorice, è obbligatorio fermarsi e scaldarsi con il sole. Manca poco per terminare l’escursione in un ambiente naturale che ti coinvolge per il panorama e con la… neve!

Dislivello 230 m

Distanza 8,5 km

Tempo 3 ore

Difficoltà EAI (Escursionismo in Ambiente Innevato)

Luciano Pellegrini

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