Raffaele Marini: "Siamo possessori o parte del pianeta?"

Per la ricorrenza della "Giornata della Terra", il presidente CCTAM porge una domanda sul ruolo che l'umanità intende ricoprire nel futuro rapporto con la natura

22 aprile 2020 - Oggi 22 aprile è la “Giornata della Terra”. È la data dedicata all’ambiente, in cui si ricorda l’importanza di salvaguardare il pianeta.

Il presidente CCTAM (Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano) Raffaele Marini, come il mese scorso per la “Giornata mondiale dell’Acqua” (22 marzo), invita “alla riflessione, a usare questo periodo di quarantena per ridisegnare il nostro modello di vita, le nostre attività”. Non nasconde lo scetticismo il presidente: “Non mi pare che neppure in questi giorni, nel sentire comune, ci sia troppa predisposizione a riflettere”.

Però è importante ribadire un tema così fondamentale: “Quest’anno la Giornata della Terra assume un valore ancora maggiore, proprio per ciò che stiamo vivendo. Possiamo in queste settimane chiederci se dobbiamo rimettere in discussione le nostre attività. Iniziare a pensare che anche quando non ce ne accorgiamo, stiamo prelevando risorse dal pianeta”.

Continua poi il presidente spiegando meglio: “Cosa la terra ci dà? E cosa noi prendiamo da essa? Dobbiamo porci prima di tutto queste domande. E poi infine farcene un’altra: noi, con il nostro modello di vita, ci stiamo ponendo con un atteggiamento di coabitazione con il resto della natura o di rapina?”

Una vera rivoluzione del nostro modo di pensare quella a cui ci conduce Marini: “Noi guardiamo alla terra come possessori, non come parte di essa. Come possessori la sfruttiamo prendendo ciò che vogliamo. Se decidiamo invece che siamo parte del mondo, allora dobbiamo provare a contribuire alla vita e alla salute della natura, per il nostro stesso futuro”.

La sua riflessione coinvolge anche gli appassionati della montagna: “Sono domande che dobbiamo porci anche noi, quando andiamo sui monti. Quando siamo lì, dobbiamo allenare la mente a pensarci con profondità. E ancora chiederci: ci stiamo comportando come utilizzatori o come parte della montagna?”

Valerio Castrignano

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